By / 22nd luglio, 2016 / blog / No Comments

(English text on the bottom)

Non finiremo mai di ripeterlo: Palermo è sempre una sorpresa, di millenaria memoria.

Un giorno scopri che, a due passi da casa tua, c’è un palazzo dove il tempo si è fermato: Palazzo Conte Federico, ancora abitato dai discendenti di Federico di Antiochia, accoglie in sè tanti strati di storia, da quella punica delle mura cittadine, nascoste lì sotto le fondamenta, passando per i Normanni fino al periodo chiaramontano e oltre.

Conoscevamo già l’antichissima Torre Busuemi costruita a ridosso del fiume Kemonia, torre poi inglobata (e preservata) dal palazzo, della quale una finestra è ancora visibile su uno dei prospetti. Ma un’altra finestra è visibile solo dall’interno, bisogna salire al terzo piano da una stretta scala in una misteriosa e antica stanza in conci di tufo.

Beh, adesso si può e noi ne abbiamo naturalmente approfittato, regalandoci quella che è stata una bellissima esperienza.

Infatti da qualche tempo, per iniziativa della stessa contessa Alwine Federico, il Palazzo è visitabile al pubblico.

E allora andiamo! Vi diciamo subito che è un viaggio nel tempo, condotto con spigliatezza e simpatia dalla stessa Alwine: un viaggio attraverso le magnifiche stanze affrescate del piano nobile e in cima fino alla camera che accoglie ancora oggi la torre arabo-normanna e le sue bifore.  Ma il Palazzo nasconde molti altri tesori: un bellissimo atrio in pietra intagliato dalle sapienti mani di Venanzio Marvuglia, affreschi di D’Anna e Serenario, i precedenti soffitti a cassettoni in legno dipinto, collezioni d’armi, splendidi pavimenti in maiolica e in ceramica decorata recanti gli stemmi dei feudi e un bellissimo disegno del nostro quartiere in epoca antica, di cui ci siamo innamorati; stanze con letti a baldacchino, una cucina ricca di arnesi e pentolame, attrezzi da lavoro degni di un museo antropologico, per non dimenticare il salone blu.

Ma non basta, l’atmosfera a ben vedere ha anche un che di esoterico: infatti gli avi dei Federico facevano parte della Massoneria e guardando bene, notiamo simboli  nascosti tra le pennellate degli affreschi, un occhio iscritto in un triangolo, il compasso. Non mancano reperti più moderni: tra una stampa autografata da Garibaldi e un pianoforte suonato anche da Wagner, fanno capolino le medaglie e le coppe vinte in ambito sportivo negli ultimi decenni dai coniugi Federico, lei campionessa di nuoto e lui pilota d’auto d’epoca. Niente di strano quindi se ad accogliervi nell’atrio vi aspetta una Balilla rossa.

Il vero gioiello però è la torre, all’ultimo piano, tra mura in pietra, stemmi chiaramontani e aragonesi, un pavimento in vetro da cui si possono ammirare i dipinti su legno del soffitto sottostante, il sistema di ventilazione naturale che ritroviamo a Palermo anche alla Zisa. Una delle due finestre della torre è stata inglobata nel salone e, sospesi idealmente a 30 metri di altezza, possiamo toccarla. Una magia.

Gli arredi, le armature, i vestiti settecenteschi, le porcellane, tutto il resto, e in generale l’ottimo stato in cui è tenuta la dimora, oltre che la gentilezza della nostra guida, fanno si che il visitatore si senta proprio un ospite gradito del nobile casato.

Insomma ci è davvero piaciuto!

Non possiamo quindi che condividere con un gran plauso l’iniziativa di Alwine, contessa moderna, che decide di aprire la sua casa ai viaggiatori (la contessa parla italiano, francese, inglese e tedesco) e ha risposto con entusiasmo a tutte le nostre curiosità.

Consigliatissimo!

 

 

Time travel: the magnificent mansion of countess Alwine

 

Never stop repeating: Palermo is always a surprise, with its millennial memory.

One day you find, within walking distance from your home, there is a palace where time has stood still: the Palazzo Conte Federico, still inhabited by the descendants of Federico of Antioch, includes in itself many layers of history, from the Punic walls towns, hidden there under the foundations, through the Normans until chiaramontano period and beyond.

We already knew the ancient Tower Busuemi built near the river Kemonia, tower later incorporated (and preserved) from the palace, of which a window is still visible on one of the tables. But another window is visible only from the inside, you have to climb to the third floor by a narrow staircase in a mysterious and ancient room in tuff.

Well, now we can and we have taken advantage of course, giving what has been a wonderful experience.

In fact for some time, on the initiative of the countess Alwine Federico same, the Palace is open to the public.

And then let’s go! We tell you now that it is a journey through time, conducted with aplomb and sympathy from the same Alwine: a journey through the magnificent frescoed rooms of the main floor and top up to the room which still welcomes the Arab-Norman tower and its mullioned windows. But the palace hides many other treasures: a beautiful atrium in stone carved by the skilled hands of Venancio Marvuglia, frescoes of D’Anna and Serenario, previous coffered ceilings in painted wood, collections of weapons, beautiful tiled floors and ceramic decorated bearing the coats of arms of the feuds and a beautiful design of our district in ancient times, of which we fell in love; rooms with four-poster beds, a kitchen full of tools and cookware, tools worthy of an anthropological museum, not to forget the blue salon.

But not enough, the atmosphere in hindsight also has something esoteric: the fact of Federico ancestors were part of Freemasonry and looking good, we note symbols hidden in the brush strokes of the frescoes, writing an eye in a triangle, the compass. Do not miss the most modern findings: between prints signed by Garibaldi and also a piano played by Wagner, peep medals and cups won in sports in recent decades by Federico spouses, she swimming champion and he driver of ancient cars. Not surprising then if to welcome awaits you in the atrium a red Balilla.

But the real gem is the tower, on the top floor, with its stone walls, crests Chiaramontani and Aragonese, a glass floor where you can admire the paintings on wood of the ceiling below, the natural ventilation system that we find also in Palermo at Zisa.

One of the two windows of the tower was incorporated into the living room and, ideally suspended 30 meters in height,
we can touch it. A magic.

The furniture, the plates, the eighteenth-century clothes, porcelain, all the rest, and in general the excellent state in which the dwelling is required as well as the kindness of our guide, make that the visitor feels just a welcome guest of the noble family.

In short, we really loved it!

We can not share that with a great acclaim the initiative of Alwine, modern countess, who decides to open her home to travelers (the countess speaks Italian, French, English and German) and reply with passion to all our questions.

Highly recommended!


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