By / 16th febbraio, 2017 / blog / No Comments

Chi conosce San Giovanni dei Lebbrosi?

Da quando, nel luglio del 2015, molti monumenti di Palermo sono stati dichiarati dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’umanità, sia i turisti che molti cittadini palermitani ora conoscono meglio lo stile arabo-normanno.

L’Italia è la nazione con il maggior numero di siti ma la Sicilia, tra le regioni, è quella che ne vanta di più, ben sette.

Solo nella provincia di Palermo sono: le cattedrali di Palermo, Cefalù e Monreale, la Cappella Palatina, la chiesa di San Giovanni degli Eremiti, la chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio , la chiesa di San Cataldo, il palazzo della Zisa, il ponte dell’Ammiraglio.

Tutti questi siti di interesse storico e culturale formano il percorso arabo- normanno e rientrano a pieno titolo tra le cose da non perdere nella visita di Palermo.

San Giovanni degli Eremiti, col suo chiostro e il grazioso giardino, chi non la conosce?

Eppure questa chiesa ha anche una cugina, con cui condivide sia il periodo di costruzione che il nome, cioè Giovanni, il santo a cui è intitolata: San Giovanni dei Lebbrosi, a due passi dal ponte dell’Ammiraglio.

Ma la data di fondazione della chiesa, almeno per quel che riguarda il primo impianto, è in realtà controversa. L’ipotesi più accreditata sull’origine del monumento indica come fondatori i normanni Roberto il Guiscardo e il fratello Ruggero d’Altavilla durante l’assedio di Palermo, cioè nell’anno 1071, laddove, secondo Michele Amari, esisteva un castello saraceno denominato “Yahia”.

La chiesa sarebbe quindi forse la più antica chiesa latina della città. Era annessa a un lebbrosario, di cui non rimane più nulla, mentre sembra che alcune rovine del precedente castello siano ancora visibili nel giardino retrostante.

Presenta tuttoggi tutte le caratteristiche dell’architettura sobria d’età normanna che troviamo anche nella sua cugina più famosa, San giovanni degli Eremiti, grazie a un drastico restauro operato negli anni ’20 del 900, che ha eliminato le pesanti modifiche d’età barocca.  Il monumento rientrava tra quelli proposti all’Unesco nell’ambito dell’Itinerario Arabo-Normanno, ma alla fine del procedimento, però, non è stato approvato l’inserimento del monumento nel novero del patrimonio Unesco, forse proprio a causa dei numerosi cambiamenti che l’impianto originario ha subìto nel tempo.

Resta comunque un sito pieno di storia e  lontano dalle luci della ribalta, molto poco frequentato e per questo forse ancora più affascinante.

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Those who know San Giovanni dei Lebbrosi?

Since when, in July of 2015, many of Palermo’s monuments have been declared by UNESCO “World Heritage” and both tourists and many Palermo citizens now know better the Arab-Norman style.

Italy is the nation with the largest number of sites but Sicily, between regions, is the one who has more, seven.

Only in the province of Palermo are: the cathedrals of Palermo, Cefalu and Monreale, the Cappella Palatina, the church of St. Giovanni degli Eremiti, the church of Santa Maria dell’Ammiraglio, the church of San Cataldo, the Zisa Palace, the bridge of Admiral.

All these sites of historical and cultural interest make up the Arab-Norman castle and the path are fully included among the things not to miss the visit of Palermo.

St. Giovanni degli Eremiti, with its cloister and the lovely garden, who does not know?

Yet this church also has a cousin, with whom he shares both the construction period that the name, ie John, the saint to whom is dedicated: St. Giovanni dei Lebbrosi, a short walk from the Admiral’s bridge.

But the founding date of the church, at least as regards the first plant, is actually controversial. The hypothesis on the origin of the monument indicates as founding the Norman Robert Guiscard and his brother Ruggero d’Altavilla during the siege of Palermo, ie in the year 1071, when, according to Michele Amari, there was a Saracen castle called ” Yahia “.

The church would then perhaps the oldest Latin church in the city. He was attached to a leper colony, of which nothing remains, but it seems that some ruins of the former castle are still visible in the back garden.

Introduces till today all the sober architectural features of the Norman Age which is also found in its most famous cousin, San Giovanni degli Eremiti, thanks to a drastic restoration work in the 20s of 900, which eliminated the heavy baroque age changes. The monument was part of those proposed to UNESCO as part of the Route Arab-Norman, but at the end of the procedure, however, was not approved the inclusion of the monument on the list of UNESCO heritage, perhaps because of the many changes that the original structure has undergone over time.

It remains a site full of history and away from the limelight, very little used and therefore perhaps even more fascinating.

 

 


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