By / 17th marzo, 2018 / blog / No Comments

Palermo sorprende sempre!

Ecco la seconda parte della nostra lista di 20 posti e attività da non perdere, fuori dal comune o da riscoprire, e delle cose più strane da fare e vedere: una guida alternativa per visitare il capoluogo siciliano da un punto di vista diverso, non tradizionale, per permettere a voi viaggiatori di non essere solo turisti in questa città!

QUI la prima parte della lista!

LA CASA DELLE MUMMIE AI CAPPUCCINI

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Le Catacombe dei Cappuccini sono un luogo unico e fuori dal tempo, che parla del rapporto tra i Siciliani e la morte: essere sepolti qui era un onore, la rappresentazione di uno status sociale superiore. Le mummie qui conservate a partire dal 1500 fino alla fine del XIX sec. , circa 8.000 corpi mummificati ed esposti lungo i muri,  sono appartenenti a nobili e borghesi, rappresentanti del clero, commercianti, ufficiali, donne vergini in abito da sposa, gruppi familiari, bambini. Quello che vedrete è uno spettacolo macabro che fa riflettere e attirava visitatori fin dai tempi del Grand Tour, ma è anche unico nel suo genere: anche oggi è una tappa obbligata! Il nostro consiglio è di raggiungerlo a piedi da corso Calatafimi, è una passeggiata di circa 20 minuti, partendo dalla Cattedrale, e lungo la strada potrete visitare anche la necropoli punica (la più antica di Palermo!) e i resti di una dimora arabo-normanna, la Cuba. Il cimitero è visitabile tutti i giorni, domeniche e festivi compresi, dalle 09.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 17.30.  Da fine ottobre a fine marzo la domenica pomeriggio le catacombe non sono visitabili.

L’ALBERO PIU’ GRANDE D’EUROPA

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A piazza Marina vi aspettano gli spettacolari esemplari di Ficus Macrophylla Columnaris, imponenti alberi secolari piantati nel 1863 durante la creazione del Giardino Garibaldi ad opera dell’architetto Ernesto Basile. Siamo quasi alla fine del Kassaro Basso, ovvero quella parte di corso Vittorio Emanuele che porta al mare, al porticciolo della Cala, alla Porta Felice e al Foro Italico. Moltissime le attrattive da visitare in questa zona: solo per citarne alcune, la Galleria Regionale d’arte Abatellis, il Museo delle Marionette Pasqualino e non lontano, il quartiere della Kalsa e la chiesa di Santa Maria dello Spasimo, di cui vi abbiamo già parlato qui. Ma tornando al nostro gigante vegetale, uno dei Ficus di piazza Marina è secondo l’Accademia dei Georgofoli, il più grande albero d’Europa con i suoi 10.000 metri cubi di chioma: la sua particolarità è che dai rami pendono radici aeree che raggiungono il suolo, trasformandosi in vere e proprie colonne. Queste appendici permettono all’albero di sostenersi per decine di metri in ampiezza.  Vi consigliamo ripararvi sotto l’ombra del fitto fogliame dei Ficus, magari dopo aver curiosato tra le coloratissime bancarelle del mercato del vintage, che circonda il giardino ogni domenica mattina.

L’INCONTENIBILE BAROCCO DI CASA PROFESSA

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Nemmeno un centimetro senza decorazione: la chiesa del Gesù è un trionfo di stile barocco palermitano. Viene chiamata usualmente Casa Professa, poichè tutto l’isolato composto dalla chiesa e da molti altri edifici, in passato costituiva il Convento dei Gesuiti professi e si trovava sopra l’antico letto del fiume Kemonia, ora via del Ponticello.

Da questa strada, partendo dai Quattro Canti e dopo aver visitato le splendide chiese arabo normanne di piazza Bellini, raggiungerete il quartiere del Mercato Storico di Ballarò. Ma prima, fermatevi appunto  a visitare la chiesa del Gesù, splendido esempio di barocco: non fatevi ingannare dalla semplicità dell’esterno ed entrate; sarete sopraffatti dal ricchissimo e sovrabbondante interno. Pilastri, colonne, cappelle, altari, pareti sono completamente “ricamati” dalla cosiddetta decorazione a marmi mischi e dai rilievi in stucco. Ogni centimetro è ricoperto da figure allegoriche e religiose …. vi lascerà a bocca aperta!

IN GIRO PER VICOLI IN CITY BIKE

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Ma chi lo dice che a Palermo c’è solo il traffico?! Negli ultimi anni in centro storico le vie pedonali e a traffico veicolare limitato si sono moltiplicate ed è diventato estremamente piacevole girare per i vicoli e le piazze restituite a residenti e turisti… ma non solo! Il centro storico è molto grande e se si ha poco tempo, una soluzione fantastica è quella della bicicletta, magari con un tour di Social Bike, un’associazione sportiva di cicloturismo fondata da ragazzi appassionati e molto preparati, la cui missione è proprio fare conoscere Palermo in modo sostenibile e divertente. Avrete l’imbarazzo della scelta: le passeggiate in city bike proposte dall’associazione sono varie e a tema diverso, dalla Palermo della Belle Epoque alla passeggiata in cerca degli angoli nascosti o al giro in bici del borgo marionaro di Mondello. A fine tour è sempre previsto uno spuntino a base di street food! Insomma andate a curiosare e godetevi Palermo da un diverso punto di visto.

NELLA GROTTA DI SANTA ROSALIA

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Quando si pensa a un santuario, si pensa subito ad una chiesa… e invece no, o almeno, in questo caso non è completamente esatto. Parliamo del Santuario di Santa Rosalia su Monte Pellegrino: il santuario si trova all’interno di un anfratto di roccia ed è costituito dunque di una parte naturale e di una architettonica.

Custodisce la memoria del ritrovamento delle ossa della santa patrona della città, scoperte  nel 1624  grazie all’indicazione di una donna che, salita sul Monte Pellegrino per sciogliere un voto, ebbe una visione mistica all’interno della grotta. Così, mentre la peste flagellava la città, un giovane disperato per la morte della moglie e salito sul monte per suicidarsi, venne fermato  dalla visione della santa, ricevendo indicazioni per organizzare una processione in suo onore. Il 9 giugno 1625, durante il corteo religioso con le reliquie di Santa Rosalia, al canto del Te Deum, la peste cessò. Il senato palermitano, come segno di ringraziamento, le dedicò il santuario.

Visitare il santuario è un’ottima occasione anche per raggiungere la cima di Monte Pellegrino, da cui si gode si una splendida vista sulla costa e sul mare… ma se piove, non disperate, la visita al santuario è molto suggestiva anche nei giorni di pioggia. Infatti il continuo scorrere dell’acqua piovana attraverso un curioso ed elaborato sistema di raccolta sulla volta rocciosa…è musica per le orecchie.

 

PHOTO CREDITS Antonella Cataldo | Social Bike Palermo