LE 20 COSE PIU’ STRANE DA FARE A PALERMO: una guida alternativa | parte seconda

By / 17th marzo, 2018 / blog / No Comments

Palermo sorprende sempre!

Ecco la seconda parte della nostra lista di 20 posti e attività da non perdere, fuori dal comune o da riscoprire, e delle cose più strane da fare e vedere: una guida alternativa per visitare il capoluogo siciliano da un punto di vista diverso, non tradizionale, per permettere a voi viaggiatori di non essere solo turisti in questa città!

QUI la prima parte della lista!

LA CASA DELLE MUMMIE AI CAPPUCCINI

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Le Catacombe dei Cappuccini sono un luogo unico e fuori dal tempo, che parla del rapporto tra i Siciliani e la morte: essere sepolti qui era un onore, la rappresentazione di uno status sociale superiore. Le mummie qui conservate a partire dal 1500 fino alla fine del XIX sec. , circa 8.000 corpi mummificati ed esposti lungo i muri,  sono appartenenti a nobili e borghesi, rappresentanti del clero, commercianti, ufficiali, donne vergini in abito da sposa, gruppi familiari, bambini. Quello che vedrete è uno spettacolo macabro che fa riflettere e attirava visitatori fin dai tempi del Grand Tour, ma è anche unico nel suo genere: anche oggi è una tappa obbligata! Il nostro consiglio è di raggiungerlo a piedi da corso Calatafimi, è una passeggiata di circa 20 minuti, partendo dalla Cattedrale, e lungo la strada potrete visitare anche la necropoli punica (la più antica di Palermo!) e i resti di una dimora arabo-normanna, la Cuba. Il cimitero è visitabile tutti i giorni, domeniche e festivi compresi, dalle 09.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 17.30.  Da fine ottobre a fine marzo la domenica pomeriggio le catacombe non sono visitabili.

L’ALBERO PIU’ GRANDE D’EUROPA

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A piazza Marina vi aspettano gli spettacolari esemplari di Ficus Macrophylla Columnaris, imponenti alberi secolari piantati nel 1863 durante la creazione del Giardino Garibaldi ad opera dell’architetto Ernesto Basile. Siamo quasi alla fine del Kassaro Basso, ovvero quella parte di corso Vittorio Emanuele che porta al mare, al porticciolo della Cala, alla Porta Felice e al Foro Italico. Moltissime le attrattive da visitare in questa zona: solo per citarne alcune, la Galleria Regionale d’arte Abatellis, il Museo delle Marionette Pasqualino e non lontano, il quartiere della Kalsa e la chiesa di Santa Maria dello Spasimo, di cui vi abbiamo già parlato qui. Ma tornando al nostro gigante vegetale, uno dei Ficus di piazza Marina è secondo l’Accademia dei Georgofoli, il più grande albero d’Europa con i suoi 10.000 metri cubi di chioma: la sua particolarità è che dai rami pendono radici aeree che raggiungono il suolo, trasformandosi in vere e proprie colonne. Queste appendici permettono all’albero di sostenersi per decine di metri in ampiezza.  Vi consigliamo ripararvi sotto l’ombra del fitto fogliame dei Ficus, magari dopo aver curiosato tra le coloratissime bancarelle del mercato del vintage, che circonda il giardino ogni domenica mattina.

L’INCONTENIBILE BAROCCO DI CASA PROFESSA

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Nemmeno un centimetro senza decorazione: la chiesa del Gesù è un trionfo di stile barocco palermitano. Viene chiamata usualmente Casa Professa, poichè tutto l’isolato composto dalla chiesa e da molti altri edifici, in passato costituiva il Convento dei Gesuiti professi e si trovava sopra l’antico letto del fiume Kemonia, ora via del Ponticello.

Da questa strada, partendo dai Quattro Canti e dopo aver visitato le splendide chiese arabo normanne di piazza Bellini, raggiungerete il quartiere del Mercato Storico di Ballarò. Ma prima, fermatevi appunto  a visitare la chiesa del Gesù, splendido esempio di barocco: non fatevi ingannare dalla semplicità dell’esterno ed entrate; sarete sopraffatti dal ricchissimo e sovrabbondante interno. Pilastri, colonne, cappelle, altari, pareti sono completamente “ricamati” dalla cosiddetta decorazione a marmi mischi e dai rilievi in stucco. Ogni centimetro è ricoperto da figure allegoriche e religiose …. vi lascerà a bocca aperta!

IN GIRO PER VICOLI IN CITY BIKE

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Ma chi lo dice che a Palermo c’è solo il traffico?! Negli ultimi anni in centro storico le vie pedonali e a traffico veicolare limitato si sono moltiplicate ed è diventato estremamente piacevole girare per i vicoli e le piazze restituite a residenti e turisti… ma non solo! Il centro storico è molto grande e se si ha poco tempo, una soluzione fantastica è quella della bicicletta, magari con un tour di Social Bike, un’associazione sportiva di cicloturismo fondata da ragazzi appassionati e molto preparati, la cui missione è proprio fare conoscere Palermo in modo sostenibile e divertente. Avrete l’imbarazzo della scelta: le passeggiate in city bike proposte dall’associazione sono varie e a tema diverso, dalla Palermo della Belle Epoque alla passeggiata in cerca degli angoli nascosti o al giro in bici del borgo marionaro di Mondello. A fine tour è sempre previsto uno spuntino a base di street food! Insomma andate a curiosare e godetevi Palermo da un diverso punto di visto.

NELLA GROTTA DI SANTA ROSALIA

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Quando si pensa a un santuario, si pensa subito ad una chiesa… e invece no, o almeno, in questo caso non è completamente esatto. Parliamo del Santuario di Santa Rosalia su Monte Pellegrino: il santuario si trova all’interno di un anfratto di roccia ed è costituito dunque di una parte naturale e di una architettonica.

Custodisce la memoria del ritrovamento delle ossa della santa patrona della città, scoperte  nel 1624  grazie all’indicazione di una donna che, salita sul Monte Pellegrino per sciogliere un voto, ebbe una visione mistica all’interno della grotta. Così, mentre la peste flagellava la città, un giovane disperato per la morte della moglie e salito sul monte per suicidarsi, venne fermato  dalla visione della santa, ricevendo indicazioni per organizzare una processione in suo onore. Il 9 giugno 1625, durante il corteo religioso con le reliquie di Santa Rosalia, al canto del Te Deum, la peste cessò. Il senato palermitano, come segno di ringraziamento, le dedicò il santuario.

Visitare il santuario è un’ottima occasione anche per raggiungere la cima di Monte Pellegrino, da cui si gode si una splendida vista sulla costa e sul mare… ma se piove, non disperate, la visita al santuario è molto suggestiva anche nei giorni di pioggia. Infatti il continuo scorrere dell’acqua piovana attraverso un curioso ed elaborato sistema di raccolta sulla volta rocciosa…è musica per le orecchie.

 

PHOTO CREDITS Antonella Cataldo | Social Bike Palermo

Un’idea creativa per aiutare i cuccioli abbandonati: MAD per la Lega Nazionale del Cane.

By / 15th marzo, 2018 / blog / No Comments

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In un’area separata del b&b, quella privata in cui viviamo io e Santino, ci sono due bestie feroci… scherzo!

Sono due cagnolini che abbiamo trovato per strada anni fa e che da allora fanno parte della nostra pazza famiglia: Yarih è il più grande, un baldanzoso volpino quasi 14enne che ho incontrato ad Agrigento ai tempi dell’Università e… mi ha fregato con i suoi occhioni. A questa foto sono molto affezionata, è stata anche selezionata su Instagram da In Viaggio con Fido! La seconda belva feroce è Gea, una meticcia di 4 anni, innamorata di mio marito e del divano.

Avere un cane è una responsabilità, noi lo sappiamo bene, ma loro ti ripagano con un affetto e una fedeltà che raramente si trova nei rapporti umani: è per questo che non potrò mai capire nè giustificare il fenomeno dell’abbandono, purtroppo ancora molto frequente anche in Sicilia.

I miei cani sono stati fortunati e anche quelli di molti viaggiatori, che qui chiaramente sono i benvenuti. Come già detto, Yarih e Gea vivono con me, nel mio appartamento e questo anche per evitare che possano arrecare disturbo a chi ha già con sè un amico a quattro zampe o semplicemente a chi non è appassionato di animali (che comunque viene sempre avvertito per tempo dell’eventuale presenza di un pet). Qui tutti sono i benvenuti, amanti dei cani e non.

Certo, fa ovviamente eccezione chi li abbandona.

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Ma oltre a gestire un b&b dog-friendly, fin da quando abbiamo iniziato ad avere i primi ospiti, ci siamo chiesti come poter aiutare la Lega Nazionale del Cane e in particolare la Sezione di Palermo, che fa un enorme lavoro per assicurare assistenza ai tanti cani abbandonati e randagi e gestisce il Rifugio del Cane Abbandonato della Favorita.Nel 2015 abbiamo destinato un salvadanaio proprio al Rifugio della Favorita, raccogliendo le donazioni ricevute dagli ospiti in cambio di servizi extra del b&b, come ad esempio l’uso della lavatrice, o spesso solo per buon cuore: ve lo raccontai in questo articolo del blog.

Da allora ogni anno portiamo il contenuto del salvadanaio al Rifugio e devolviamo tutto in beneficenza.

Ma non bastava!

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E allora ho avuto un’idea: io ho un progetto di cucito creativo, creo con la macchina da cucire accessori di stoffa: pochette da viaggio, borse e astucci utili da mettere in valigia e per tutti i giorni, anche per bambini; moltissime stoffe che uso hanno delle stampe davvero carine e divertenti, spesso con immagini di  animali, cani, gatti!

 

Da oggi c’è una nuova linea dedicata proprio a loro, utilizzando questo genere di stoffe e in convenzione con la Lega del Cane, che ha accettato la mia proposta: ogni volta che qualcuno di voi sceglierà un accessorio, una parte del ricavato andrà proprio al Rifugio del Cane Abbandonato della Favorita, andando a rimpinguare il famoso salvadanaio!

 

Date un’occhiata alle mie creazioni e contattatemi per ordinare il vostro accessorio e appoggiare questo progetto di cucito dedicato agli amici pelosi e a sostegno della Lega Nazionale del Cane. Eccone un esempio in foto: è l’ultimo lavoretto che ho eseguito su commissione.

 

Ecco la pagina Facebook dedicata al progetto di cucito creativo e alle iniziative legate ad arte e artigianato che ospitiamo nel b&b: MADlab

Potete scrivermi anche via mail al seguente indirizzo: madlab.pa@gmail.com

 

 

Potete donare anche direttamente alla Lega, contattateli per maggiori informazioni: info@legadelcane-pa.org

 

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PEOPLE & THE CITY | Pierpaolo Capovilla

By / 27th febbraio, 2018 / blog / No Comments

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●● PEOPLE & THE CITY è una rubrica mensile dedicata alle persone.

Ogni primo martedi del mese un nuovo articolo, frutto di una chiacchierata con viaggiatori, creativi  o semplicemente amici, gente interessante che con Palermo ha un rapporto speciale. Abbiamo iniziato con una creativa leccese, Chiara Spinelli, continuiamo con uno special guest del b&b, un famoso artista lombardo che vive in Veneto.

In coda trovate i contatti di ogni persona che ho incontrato, vi consiglio di approfondire!
Non solo turisti quindi: qualcuno è venuto a visitare la Sicilia ed è stato ospite nel mio b&b, qualcun altro conosciuto in viaggio, chi invece vive qui in città. Queste persone mi hanno lasciato qualcosa, un’emozione o un’esperienza.

Quali sono le loro passioni? E cosa li ispira di più di Palermo? Scopriamolo insieme.

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Pierpaolo Capovilla, è un cantautore, bassista e attore italiano, fondatore degli One Dimensional Man e de Il Teatro degli Orrori, di cui è cantautore e frontman, e a colazione beve solo caffè nero.

Lo so perchè è stato ospite della Stanza Rossa insieme alla compagna Elisabetta, in occasione di un suo spettacolo a Palermo: il  progetto di metateatro Interiezioni ha fatto tappa da Arci Porco Rosso, un collettivo e laboratorio d’idee molto attivo proprio qui a pochi passi, che ha scelto il MAD per il soggiorno della coppia.

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Ed eccomi nel terrazzino a fare due chiacchiere con questi ospiti speciali, più che vip, due persone molto alla mano e gentili, pronti al confronto e allo scambio di opinioni: davanti a un buon bicchiere di Sangue, ottimo vino tipico delle taverne palermitane, e mangiando mandorle, mi hanno raccontato cosa hanno fatto in questo weekend a Palermo.

Tra le altre cose, li ha particolarmente colpiti il mercato di Ballarò, soprattutto le strade dove si vende a pochi Euro merce usata di ogni genere: ne è venuta fuori una conversazione interessante a proposito dell’importanza degli oggetti, del loro uso e riuso creativo, sul legame emotivo. E non ultima, sottolinea Pierpaolo, l’importanza di mercati come questi, dei quali la gente sente il bisogno e che effetivamente sono sempre molto frequentati. Anche io ho trovato lì parecchi mobili  e oggetti che, insieme a quelli appartenuti a mia nonna, ho restaurato e rivisto in chiave moderna e ora corredano il b&b.

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Pierpaolo ha le idee molto chiare a riguardo: “Oramai gli oggetti hanno una obsolescenza programmata, quando li compriamo sappiamo già che avranno una durata brevissima. Non è stato sempre così, a casa di mia sorella ancora usiamo le stoviglie di quando ero bambino, sono oggetti ma anche ricordi. In Giappone gli oggetti che si rompono vengono riparati e assumono ancora più valore, c’è proprio una tecnica apposita, si chiama Kintsugi”.

Abbiamo parlato anche di multiculturalità, del fatto che molte associazioni e collettivi stanno facendo un gran lavoro per aiutare gli immigrati e la pacifica convivenza tra etnie sociali differenti nel centro storico. “Da soli non si va da nessuna parte, le cose si migliorano solo muovendosi insieme.” dice Pierpaolo. Ho raccontato loro della comunità africana che si riunisce nel palazzo accanto, cantando nènie tribali che il vento ogni tanto porta fin qui e affascina noi e gli ospiti: solo raramente per fortuna si unisce al coro un solista stonato, che però fa molto ridere. Pierpaolo ed Elisabetta sono rimasti incuriositi, purtroppo nei giorni del loro soggiorno la comunità non si è riunita… sarà per la prossima volta.

 

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INTERIEZIONI | Arci Porco Rosso

PHOTO CREDITS  Agnese Ermacora | Antonella Cataldo

LE 20 COSE PIU’ STRANE DA FARE A PALERMO: una guida alternativa | parte prima

By / 19th dicembre, 2017 / blog / No Comments

Palermo non è certamente una meta come le altre: è una città dai mille volti, dove convivono monumentalità e decadenza, storia e innovazione, panorami e angoli nascosti. Il nostro consiglio per dormire è di prenotare una camera in un b&b, per avere un’accoglienza più genuina e a contatto con la gente del luogo; la zona migliore è il centro storico cittadino: via Maqueda, corso Vittorio Emanuele, le vie limitrofe e la piazza dei Quattro Canti rappresentano il cuore della città, a breve distanza da tutti i monumenti più importanti e dai luoghi più strani e alternativi.

Ecco una lista di 20 posti e attività da non perdere, fuori dal comune o da riscoprire, e delle cose più strane da fare e vedere: una guida alternativa per visitare Palermo da un punto di vista diverso, non tradizionale, per permettere a voi viaggiatori di non essere solo turisti in questa meravigliosa città. Per approfondire, basta cliccare sui link.

In questa prima parte partiremo con le prime 5 attrattive, in ordine sparso… cominciamo!

  • GUARDARE  IL CIELO DALLA NAVATA DI UNA CHIESA

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La chiesa sconsacrata di Santa Maria dello Spasimo, nel quartiere della Kalsa, è forse tra i posti più magici  da visitare a Palermo, con una storia travagliata alle spalle: è stata convento, bastione fortificato, teatro, lazzaretto, magazzino, ospizio; ora è una splendida location per eventi e manifestazioni culturali. E’ un’opera di architettura gotico- settentrionale con influssi iberici, uno stile molto raro in Sicilia, ed è incompiuta: si presenta infatti mancante di ampie porzioni murarie, per cui dall’interno è possibile vedere il cielo. E’ un luogo estremamente suggestivo: che ci sia il sole o la pioggia, è assolutamente da non perdere e, se siete in coppia, è anche molto romantico; si trova in piazza Carlo Maria Ventimiglia e potete visitarla ogni giorno dalle 9:30 alle 18, tranne il lunedì. Anche la storia del nome è particolare: lo Spasimo di Sicilia, nome con cui è conosciuto il dipinto di Raffaello Sanzio che doveva ornare la cappella privata della chiesa. Il quadro non si trova più a Palermo: disperso in mare e poi ritrovato a Genova, dopo molte vicissitudini l’opera d’arte fu donata al Re filippo IV di Spagna che lo volle nella sua cappella a Madrid. Oggi per ammirarlo dovete andare al Museo del Prado.

 

  • CONOSCERE UN ARTIGIANO LOCALE

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Palermo vanta una lunga tradizione di artigianato locale: i nomi stessi delle strade del centro sono intitolate agli artigiani che qui lavoravano. Potete trovare la via dei Calderai, tuttora sede del mercato dei fabbri ferrai, la via delle Sedie Volanti, dove venivano fabbricate le portantine per i ricchi aristocratici, quella dei Biscottari, in passato sede di molti fornai, e così via. Con l’avvento delle grandi produzioni e per via della crisi, moltissimi mestieri sono spariti e col tempo le botteghe hanno chiuso i battenti, ma fortunatamente molti giovani stanno riscoprendo le antiche tradizioni, portando innovazione e crescita. Negli ultimi anni hanno aperto più di 60 laboratori espositivi artigianali: sono gli artisti e designers dell’associazione ALAB, il più grande circuito di artigiani siciliani, con più di 400 membri, una rete diffusa per la rinascita dell’artigianato e del centro storico. Se volete un souvenir della vostra vacanza e conoscere un creativo del luogo, ora sapete dove andare.

 

  • MANGIARE I PASTICCINI DELLE SUORE

25396144_500457220353413_4137089008630415148_nConosciamo tutti la bontà della pasticceria siciliana e durante il vostro viaggio non fatevi mancare almeno un assaggio. Non tutti sanno che moltissime ricette vengono dall’inventiva delle monache di clausura dei conventi palermitani: tra questi il convento di Santa Caterina d’Alessandria, bellissimo complesso di cui oggi sono spesso visitabili, oltre la chiesa barocca, anche gli ambienti destinati alle suore e i balconi panoramici. Nel chiuso del convento, le cui monache seguivano la regola del silenzio, vennero create le ricette di golosissimi dolci dai nomi strani e divertenti, che erano state perdute nel tempo: i panini di Santa Caterina, paste di mandorle ripiene di zuccata e mandorle, le minni di vergine coperte di bianca glassa, i nucatoli di pastafrolla, le fedde (natiche) del cancelliere di pasta al pistacchio, i cannoli con la ricotta e il trionfo di gola, dolce barocco per eccellenza.  Oggi grazie a I segreti del chiostro è possibile assaggiare queste prelibatezze, le cui ricette sono state recuperate da Casa Giuffrè e della cooperativa Pulcherrima Res. Basandosi sul libro “I segreti del chiostro, storie e ricette dei monasteri di Palermo”, scritto da Maria Oliveri, hanno studiato i vecchi ricettari custoditi dalle suore e propongono degustazioni veramente imperdibili. Da leccarsi i baffi!

 

  • RIVIVERE IL MARE NEGATO

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Per tutti la spiaggia di Palermo si trova a Mondello,  una borgata marinara a circa 15 km dal centro storico, raggiungibile in circa mezz’ora d’auto o col bus. Ma un tempo non era così: fino agli anni ’50 il mare di Palermo era molto più vicino, ed esattamente lungo tutta la costa antistante la città, tra le borgate di Romagnolo e dell’Acquasanta. I cosiddetti bagni a mare già a partire dagli anni ’20 costituivano un luogo ricreativo e di balneazione per ceti più o meno agiati e tutta la costa sud, raggiungibile facilmente dai quartieri del centro, rappresentava un luogo di passeggio e di incontro. Con le massiccie edificazioni dagli anni ’60 in poi, tutta l’area oggi ospita grandi quartieri residenziali e popolari e la spiaggia è stata totalmente abbandonata, ma non ha perso il suo fascino. E’ un luogo da riscoprire, partendo dalla visita dell’Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva, luogo inusuale e ricco di imput per riscoprire e recuperare la memoria del rapporto tra l’uomo e il mare. E’ un progetto multimediale che racconta la complessità di questo rapporto ma anche le testimonianze delle persone, in una prospettiva futura. L’Ecomuseo organizza iniziative rivolte al territorio e partecipa attivamente alla riqualificazione della costa. Visitabile dal martedì alla domenica dalle 09.00 alle 18.30.

 

  •  SCEGLIERE IL TUO MURALES PREFERITO

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La città è letteralmente invasa da opere di street art, che trovate nelle piazze e tra i vicoli del centro: così può capitare che un muro scrostato o una cassetta della posta diventino tele per coloratissimi disegni murali, stencil o poster, ogni giorno appaiono nuove opere e tantissime altre vengono cancellate, ricoperte o addirittura rubate. E’ impossibile vedere tutti i murales presenti ma si possono ammirare i più belli e scoprirne la storia partecipando ai tour guidati (da una guida turistica e una storica dell’arte) di Alternative Tours Palermo, tra cui appunto lo Street Art Tour. La street art è spesso provocatoria, e la scelta del luogo non è casuale: è il caso dei molti graffiti presenti su pizzo Sella, una collina edificata abusivamente dalla mafia, o dei primi murales del quartiere disagiato di Borgo Vecchio, frutto di un progetto che ha coinvolto nel 2014  bambini e ragazzi in laboratori di doposcuola; emozionante anche l’enorme murales che ritrae i giudici Falcone e Borsellino, al porticciolo della Cala. Scegliere il proprio murales preferito è un’impresa degna dei viaggiatori più curiosi.


PHOTO CREDITS

Isola. Fotografia e Design | I segreti del chiostro | Archivio Ecomuseo Mare Memoria Viva | Alternative Tours Palermo

 

PEOPLE & THE CITY | Chiara Spinelli

By / 5th dicembre, 2017 / blog / No Comments

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●● PEOPLE & THE CITY è una rubrica mensile dedicata alle persone.

Ogni primo martedi del mese un nuovo articolo, frutto di una chiacchierata con viaggiatori, creativi  o semplicemente amici, gente interessante che con Palermo ha un rapporto speciale. Questo blog è nato proprio così: ricordate Anastasija ? In coda trovate i contatti di ogni persona che ho incontrato, vi consiglio di approfondire!
Non solo turisti quindi: qualcuno è venuto a visitare la Sicilia ed è stato ospite nel mio b&b, qualcun altro conosciuto in viaggio, chi invece vive qui in città. Queste persone mi hanno lasciato qualcosa, un’emozione o un’esperienza.

Quali sono le loro passioni? E cosa li ispira di più di Palermo? Scopriamolo insieme.

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Voglio iniziare parlandovi di una artista e viaggiatrice e, pensandoci, non poteva essere altrimenti: Chiara Spinelli.

Illustratrice, dedita in particolare al mondo dell’infanzia, vive in Puglia.

Ci siamo conosciute a Palermo e già in quell’occasione mi aveva incuriosito. Ci rivediamo nel suo laboratorio di Lecce, durante il mio ultimo viaggio: è sempre un’emozione incontrare un artista nel luogo dove crea, tra strumenti e disegni! Parliamo a lungo e troviamo molti punti in comune, come il piacere di stare a contatto con la gente. Mi regala anche una stampa, che ora ha trovato il suo posto nella mia casa! E’ rimasta colpita da Palermo e dai suoi colori, tanto che ha deciso che tornerà ancora una volta in Primavera: dunque non finisce qui e nel 2018 tra le iniziative targate MADlab potrebbe esserci un suo laboratorio.

Palermo è come la risacca” mi dice ” ti travolge nel suo essere ecletticamente perfetta, ha una sua armonia, un’anima molto forte e travolgente. La prima nota che ho sentito dentro di me è stata la confusione. Poi, tornandoci più di una volta, ho avuto modo di elaborare.”

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Lo stile di Chiara è riconoscibile: i disegni essenziali e pastellati non a caso ricordano il tratto dei bambini piccoli, al quale dedica un continuo studio di ricerca e oggetto della sua tesi di laurea in grafica editoriale “Da GRANDE ero piccolo”. Dopo l’Accademia di Belle Arti,  ha iniziato subito a collaborare con le realtà culturali del territorio, partecipando attivamente alla vita artistica con mostre e attività. I laboratori che conduce, rivolti appunto ai bambini, partono da forme lineari che si trasformano in storie fantastiche.

Cosa pensa dell’arte? “E’ quello che vediamo, tutto ciò che ci circonda. Poi c’è anche una parte di non-realtà, che è legata alle suggestioni e alle emozioni: quindi è come unire conscio e inconscio. Tutto questo dà sfogo al disegno, alla comunicazione. E’ importante che arrivi a tutti, si spera. L’arte è stata sempre un messaggio che deve raggiungere un gran numero di persone, altrimenti rimane fine a se stessa. E quindi … insomma, si spera di fare al meglio questa cosa. A me piace molto farla!”

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Zucche o pupi di zucchero? Dolci tipici del giorno dei morti.

By / 31st ottobre, 2017 / blog / No Comments

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Ogni volta che un bimbo siciliano dice “dolcetto o scherzetto?” un pupo di zucchero muore.

Con ironia e simpatia Palma Nana ci ricorda che Halloween a Palermo non può essere Halloween! Infatti qui il giorno della commemorazione dei propri cari, per i quali in passato era consuetudine preparare pietanze e dolciumi, ha una grandissima tradizione fatta di leggende…. basti pensare a quel luogo unico e inquietante che sono le Catacombe dei Cappuccini.

Ma ne parleremo un’altra volta, oggi vogliamo parlare di ricette!

U pupu i zuccaro era proprio uno di questi, una statuetta ipercalorica di zucchero dipinta con coloranti vegetali e olio di mandorle, con l’aggiunta di un pò di succo di limone. Il pupo, esageratamente dolce e immancabile regalo per i bimbi il 2 Novembre, è chiamato anche pupaccena, per via della leggenda di un nobile decaduto che lo offrì agli invitati poichè non aveva nient’altro che zucchero in dispensa.

Fortunatamente il pupo di zucchero si vede ancora in giro, nelle pasticcerie e nei bar, anche grazie alla riscoperta della tradizione culinaria più antica. Ma non è l’unica goloseria tipica della festività dedicata ai morti.

Dunque non solo pupi, ma anche crozzi ‘i mottu, biscotti modellati a forma di ossa, la muffoletta, una pagnotta con caciocavallo e sarde salate, e u cannistru, un cestino con primizie di stagione, frutta secca altri dolciumi.

Poi c’è il nostro dolce preferito, la frutta di Martorana, i famosissimi fruttini di pasta di mandorle la cui ricetta fu inventata da alcune monache palermitane, che abbiamo fatto assaggiare agli ospiti del B&B in questi giorni.

Insomma… altro che zucche!

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La “cugina” di San Giovanni degli Eremiti

By / 16th febbraio, 2017 / blog / No Comments

Chi conosce San Giovanni dei Lebbrosi?

Da quando, nel luglio del 2015, molti monumenti di Palermo sono stati dichiarati dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’umanità, sia i turisti che molti cittadini palermitani ora conoscono meglio lo stile arabo-normanno.

L’Italia è la nazione con il maggior numero di siti ma la Sicilia, tra le regioni, è quella che ne vanta di più, ben sette.

Solo nella provincia di Palermo sono: le cattedrali di Palermo, Cefalù e Monreale, la Cappella Palatina, la chiesa di San Giovanni degli Eremiti, la chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio , la chiesa di San Cataldo, il palazzo della Zisa, il ponte dell’Ammiraglio.

Tutti questi siti di interesse storico e culturale formano il percorso arabo- normanno e rientrano a pieno titolo tra le cose da non perdere nella visita di Palermo.

San Giovanni degli Eremiti, col suo chiostro e il grazioso giardino, chi non la conosce?

Eppure questa chiesa ha anche una cugina, con cui condivide sia il periodo di costruzione che il nome, cioè Giovanni, il santo a cui è intitolata: San Giovanni dei Lebbrosi, a due passi dal ponte dell’Ammiraglio.

Ma la data di fondazione della chiesa, almeno per quel che riguarda il primo impianto, è in realtà controversa. L’ipotesi più accreditata sull’origine del monumento indica come fondatori i normanni Roberto il Guiscardo e il fratello Ruggero d’Altavilla durante l’assedio di Palermo, cioè nell’anno 1071, laddove, secondo Michele Amari, esisteva un castello saraceno denominato “Yahia”.

La chiesa sarebbe quindi forse la più antica chiesa latina della città. Era annessa a un lebbrosario, di cui non rimane più nulla, mentre sembra che alcune rovine del precedente castello siano ancora visibili nel giardino retrostante.

Presenta tuttoggi tutte le caratteristiche dell’architettura sobria d’età normanna che troviamo anche nella sua cugina più famosa, San giovanni degli Eremiti, grazie a un drastico restauro operato negli anni ’20 del 900, che ha eliminato le pesanti modifiche d’età barocca.  Il monumento rientrava tra quelli proposti all’Unesco nell’ambito dell’Itinerario Arabo-Normanno, ma alla fine del procedimento, però, non è stato approvato l’inserimento del monumento nel novero del patrimonio Unesco, forse proprio a causa dei numerosi cambiamenti che l’impianto originario ha subìto nel tempo.

Resta comunque un sito pieno di storia e  lontano dalle luci della ribalta, molto poco frequentato e per questo forse ancora più affascinante.

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Those who know San Giovanni dei Lebbrosi?

Since when, in July of 2015, many of Palermo’s monuments have been declared by UNESCO “World Heritage” and both tourists and many Palermo citizens now know better the Arab-Norman style.

Italy is the nation with the largest number of sites but Sicily, between regions, is the one who has more, seven.

Only in the province of Palermo are: the cathedrals of Palermo, Cefalu and Monreale, the Cappella Palatina, the church of St. Giovanni degli Eremiti, the church of Santa Maria dell’Ammiraglio, the church of San Cataldo, the Zisa Palace, the bridge of Admiral.

All these sites of historical and cultural interest make up the Arab-Norman castle and the path are fully included among the things not to miss the visit of Palermo.

St. Giovanni degli Eremiti, with its cloister and the lovely garden, who does not know?

Yet this church also has a cousin, with whom he shares both the construction period that the name, ie John, the saint to whom is dedicated: St. Giovanni dei Lebbrosi, a short walk from the Admiral’s bridge.

But the founding date of the church, at least as regards the first plant, is actually controversial. The hypothesis on the origin of the monument indicates as founding the Norman Robert Guiscard and his brother Ruggero d’Altavilla during the siege of Palermo, ie in the year 1071, when, according to Michele Amari, there was a Saracen castle called ” Yahia “.

The church would then perhaps the oldest Latin church in the city. He was attached to a leper colony, of which nothing remains, but it seems that some ruins of the former castle are still visible in the back garden.

Introduces till today all the sober architectural features of the Norman Age which is also found in its most famous cousin, San Giovanni degli Eremiti, thanks to a drastic restoration work in the 20s of 900, which eliminated the heavy baroque age changes. The monument was part of those proposed to UNESCO as part of the Route Arab-Norman, but at the end of the procedure, however, was not approved the inclusion of the monument on the list of UNESCO heritage, perhaps because of the many changes that the original structure has undergone over time.

It remains a site full of history and away from the limelight, very little used and therefore perhaps even more fascinating.

 

 

Largo alle idee! Ecco il Caravan Serai.

By / 10th febbraio, 2017 / blog / No Comments

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In una stradina vicino corso Vittorio Emanuele a Palermo, nascosto in piena vista, c’è un contenitore di idee che ci piace assai: Spazio Caravan Serai, un centro culturale dedicato all’arte nelle sue diverse espressioni. Che sia artigianato, grafica, street art o altro, lì trova posto e condivisione. Difatti, se per caravanserai si intende  un luogo di sosta e di passaggio per i viaggiatori,  bisogna proprio dire che da quando il centro ha aperto, ne è passata di gente. Artisti, turisti, curiosi.

Spazio Caravan Serai nasce dall’iniziativa di Giuseppe Arici, giovane architetto che ha vissuto e lavorato a Berlino ed è tornato per dedicarsi alla cultura della propria città, progetto che condivide con altre menti creative del territorio. Il centro culturale ospita progetti differenti, dalla lavorazione dell’ottone alla serigrafia artigianale, è un co-working e un info point per il turismo alternativo.

Insomma è uno spazio multitasking: potete trovare Valerio, artista delle arti piriche e artigiano, intento a creare gli accessori totalmente handmade de La luna e il falò, oppure Luca e le illustrazioni del progetto grafico I mangiatori di patate, o ancora una camera oscura per chi ama la fotografia analogica. C’è anche un info-desk dove viene distribuita gratuitamente la mappa Use-it di Palermo, la cui prima edizione è stata creata proprio dal team di Caravanserai in collaborazione con Re Federico Cowork.

Giuseppe si occupa anche di residenze d’artista presso la sua abitazione, sita in un palazzo storico adiacente al centro: Mojo Cohouse ha finora ospitato moltissimi creativi!

Spazio Caravan Serai ha supportato anche iniziative di ampio respiro per la riqualificazione urbana della città: un evento che ci è piaciuto particolarmente è stato Inseminazione Artistica, una manifestazione culturale che ha rivalutato luoghi abbandonati di Palermo con l’intervento di street artists arrivati da tutta Italia, una vera e propria invasione di colori sul cemento.

Ma al Caravan non stanno mai fermi: in questo momento è in esposizione la mostra Animalario curata da Studio Brushwood, che sarà visitabile ancora per pochi giorni, fino al 12 Febbraio. Prendetela come ottima scusa per scoprire questo spazio così interessante, che dice tanto sull’ esuberanza creativa di noi palermitani.

Largo ideas! Here is the Caravan Serai.

In a little street near Corso Vittorio Emanuele in Palermo, hiding in plain sight, there is a place that we like much: Spazio Caravan Serai, a cultural center dedicated to art in its different expressions. Whether crafts, graphics, street art or anything, there is place and sharing. In fact, if for caravanserai means a stopping point for travelers passing through, you have to just say that since the center opened, it is passed to people. Artists, tourists, curious.

Spazio Caravan Serai was founded by Giuseppe Arici, a young architect who has lived and worked in Berlin and returned to devote himself to the culture of their city, a project that shares with other creative minds of the territory. The cultural center is home to different projects, from the machining of brass to craft screen printing, he is a co-working and an info point for alternative tourism.

In short, it is a multitasking space: you can find Valerio, artist of pyro arts and craft, intent on creating the totally handmade accessories de La luna e il falò, or Luca and illustrations of graphic design I mangiatori di Patate, or even a darkroom those who love analogue photography. There is also an info-desk where it is distributed free map Use-it of Palermo, whose first edition was created precisely by the Caravanserai team in collaboration with Re Federico Cowork.

Giuseppe is also involved in artist residencies at his home, located in a historic building just outside the center: Mojo Cohouse has so far hosted many creative!

Spazio Caravan Serai  has also supported far-reaching initiatives for urban regeneration of the city: an event that we particularly liked was Inseminazione Artistica, a cultural event which reassessed abandoned areas in Palermo with the intervention of street artists from all over Italy, a real invasion of colors on cement.

But at the Caravan are never still: at the moment is on display, the exhibition Animalario curated by Studio Brushwood, which will be open for a few more days, until February 12. Take it as a good excuse to discover this so interesting space, which says as much on creative exuberance of us Palermo.

Ciak! Si gira. Mario francese, il coraggioso cronista che spaventò la mafia.

By / 26th gennaio, 2017 / blog / No Comments

Oggi siamo usciti di casa dopo aver salutato l’ospite in partenza e improvvisamente… ci ritroviamo negli anni 70!

Tra automobili d’epoca e comparse con abiti ormai demodè,  piazza di Casa Professa e tutta l’area adiacente al B&B è in questi giorni un set cinematografico. “Liberi sognatori. Le idee non si spezzano mai” è il titolo della nuova fiction tv che racconterà  le vite di tre grandi personaggi siciliani che hanno contrastato la mafia, Mario Francese, Libero Grassi ed Emanuela Loi.

In questi giorni si gira il film su Mario Francese, interpretato dall’attore Claudio Gioè, che oggi abbiamo incontrato mentre si preparava alle riprese. Mario Francese è il cronista che negli anni 70 per primo denunciò l’ascesa della mafia corleonese, scrivendo sul Giornale di Sicilia i risultati delle sue ricerche sulle organizzazioni mafiose e i loro crimini.

La mafia ne ebbe paura e lo uccise sotto casa di fronte agli occhi del figlio Giuseppe, allora appena dodicenne.Giuseppe Francese era il più piccolo dei figli del cronista, si tolse la vita il 3 settembre del 2002, a soli 36 anni, segnato dalla vicenda del padre. Alla sua memoria sarà dedicata la “Casa di Giuseppe Francese”, un centro giovanile di documentazione sui giornalisti uccisi dalla mafia, che verrà aperta a Bagheria.

Rispetto ai vecchi film sulla mafia, questi degli ultimi anni ci sembrano più carichi di umanità che di pregiudizi e aspettiamo con interesse di vedere in tv le scene che in questo momento si stanno girando sotto casa nostra.

Ricordare è importante.

 

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Lights, camera, action! Mario Francese, the courageous reporter who frightened the Mafia.

Today we go out after greeting the guest departing and suddenly … we find ourselves in the 70’s!

Including vintage cars and extras with clothing now démodé, Casa Professa square and the whole area adjacent to the B&B is these days a film set. “Free dreamers. The ideas will never break” is the title of the new TV drama that tells the three greatest Sicilian people who opposed the Mafia, Mario Francese, Libero Grassi and Emanuela Loi.

These days they prepare the film on Mario Francese, played by actor Claudio Gioè, that today we have met as he prepared to shoot.
Mario Francese was a reporter who in the 70 first denounced the rise of the Corleone Mafia, writing in the Journal of Sicily the results of his research on the mafia organizations and their crimes. The Mafia was frightened and killed him in front of his house under the eyes of his son Giuseppe, then just 12 years old. Giuseppe Francese was the smallest of the reporter’s sons, killed himself on September 3, 2002, just 36 years, marked by story of the father. It will be dedicated to his memory the “House of Giuseppe Francese”, a youth documentation center on journalists killed by the Mafia, which will open in Bagheria.

Compared to old movies about the mafia, these recent years seem there’s more humanity in and less prejudices and we wait with interest to see on television the scenes that right now are preparing just below our home.

Silence is mafia.

Remember is important.

Palermo , September 1993 - Demo against the killing of Father Puglisi - A female child in front of a banner with the writing " Silence is Mafia " Palermo , settembre 1993 - Protesta contro la mafia per l'uccisione di Padre Pugliesi - Una bambina di fronte ad uno striscione con la scritta " Il silenzio è mafia " *** Local Caption *** 00127716

L’inverno sta arrivando.. sotto il sole di Palermo! Offerta da non perdere al Mad.

By / 22nd novembre, 2016 / blog / No Comments

Se desiderate una vacanza invernale ma senza patire il freddo, nè il caos del periodo natalizio, Palermo è il posto giusto.

Qui la temperatura è ancora mite e noi vi offriamo un’ottima occasione da prendere al volo: infatti nel periodo

dall’1 al 21 Dicembre potete soggiornare nel pieno centro di Palermo spendendo solo 30 Euro a persona,

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Sono inclusi tutti i nostri servizi, il bagno privato interno alla camera, una ricca prima colazione personalizzata secondo i vostri gusti, il deposito bagagli gratuito per sfruttare al meglio il vostro tempo e tutta la nostra ospitalità, le mappe e i consigli per la visita di Palermo, i suoi monumenti, la cucina siciliana, l’artigianato e tanto altro.

Che aspettate?! L’inverno sta arrivando!

L’offerta è valida per tutte le prenotazioni effettuate chiamando il 3495092985 o scrivendo a info@madinballaro.com

 

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Winter is coming .. under the sun of Palermo! Offer not to be missed at Mad.

If you desire a winter holiday and not to suffer the cold, nor the chaos of the Christmas period, Palermo is the place.

Here the temperature is still mild and we offer you an excellent opportunity not to be missed: in the period

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What you waiting for ?! Winter is coming!

The offer is valid for all bookings made writing to info@madinballaro.com