LE 20 COSE PIU’ STRANE DA FARE A PALERMO: una guida alternativa | parte prima

By / 19th dicembre, 2017 / blog / No Comments

Palermo non è certamente una meta come le altre: è una città dai mille volti, dove convivono monumentalità e decadenza, storia e innovazione, panorami e angoli nascosti. Il nostro consiglio per dormire è di prenotare una camera in un b&b, per avere un’accoglienza più genuina e a contatto con la gente del luogo; la zona migliore è il centro storico cittadino: via Maqueda, corso Vittorio Emanuele, le vie limitrofe e la piazza dei Quattro Canti rappresentano il cuore della città, a breve distanza da tutti i monumenti più importanti e dai luoghi più strani e alternativi.

Ecco una lista di 20 posti e attività da non perdere, fuori dal comune o da riscoprire, e delle cose più strane da fare e vedere: una guida alternativa per visitare Palermo da un punto di vista diverso, non tradizionale, per permettere a voi viaggiatori di non essere solo turisti in questa meravigliosa città. Per approfondire, basta cliccare sui link.

In questa prima parte partiremo con le prime 5 attrattive, in ordine sparso… cominciamo!

  • GUARDARE  IL CIELO DALLA NAVATA DI UNA CHIESA

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La chiesa sconsacrata di Santa Maria dello Spasimo, nel quartiere della Kalsa, è forse tra i posti più magici  da visitare a Palermo, con una storia travagliata alle spalle: è stata convento, bastione fortificato, teatro, lazzaretto, magazzino, ospizio; ora è una splendida location per eventi e manifestazioni culturali. E’ un’opera di architettura gotico- settentrionale con influssi iberici, uno stile molto raro in Sicilia, ed è incompiuta: si presenta infatti mancante di ampie porzioni murarie, per cui dall’interno è possibile vedere il cielo. E’ un luogo estremamente suggestivo: che ci sia il sole o la pioggia, è assolutamente da non perdere e, se siete in coppia, è anche molto romantico; si trova in piazza Carlo Maria Ventimiglia e potete visitarla ogni giorno dalle 9:30 alle 18, tranne il lunedì. Anche la storia del nome è particolare: lo Spasimo di Sicilia, nome con cui è conosciuto il dipinto di Raffaello Sanzio che doveva ornare la cappella privata della chiesa. Il quadro non si trova più a Palermo: disperso in mare e poi ritrovato a Genova, dopo molte vicissitudini l’opera d’arte fu donata al Re filippo IV di Spagna che lo volle nella sua cappella a Madrid. Oggi per ammirarlo dovete andare al Museo del Prado.

 

  • CONOSCERE UN ARTIGIANO LOCALE

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Palermo vanta una lunga tradizione di artigianato locale: i nomi stessi delle strade del centro sono intitolate agli artigiani che qui lavoravano. Potete trovare la via dei Calderai, tuttora sede del mercato dei fabbri ferrai, la via delle Sedie Volanti, dove venivano fabbricate le portantine per i ricchi aristocratici, quella dei Biscottari, in passato sede di molti fornai, e così via. Con l’avvento delle grandi produzioni e per via della crisi, moltissimi mestieri sono spariti e col tempo le botteghe hanno chiuso i battenti, ma fortunatamente molti giovani stanno riscoprendo le antiche tradizioni, portando innovazione e crescita. Negli ultimi anni hanno aperto più di 60 laboratori espositivi artigianali: sono gli artisti e designers dell’associazione ALAB, il più grande circuito di artigiani siciliani, con più di 400 membri, una rete diffusa per la rinascita dell’artigianato e del centro storico. Se volete un souvenir della vostra vacanza e conoscere un creativo del luogo, ora sapete dove andare.

 

  • MANGIARE I PASTICCINI DELLE SUORE

25396144_500457220353413_4137089008630415148_nConosciamo tutti la bontà della pasticceria siciliana e durante il vostro viaggio non fatevi mancare almeno un assaggio. Non tutti sanno che moltissime ricette vengono dall’inventiva delle monache di clausura dei conventi palermitani: tra questi il convento di Santa Caterina d’Alessandria, bellissimo complesso di cui oggi sono spesso visitabili, oltre la chiesa barocca, anche gli ambienti destinati alle suore e i balconi panoramici. Nel chiuso del convento, le cui monache seguivano la regola del silenzio, vennero create le ricette di golosissimi dolci dai nomi strani e divertenti, che erano state perdute nel tempo: i panini di Santa Caterina, paste di mandorle ripiene di zuccata e mandorle, le minni di vergine coperte di bianca glassa, i nucatoli di pastafrolla, le fedde (natiche) del cancelliere di pasta al pistacchio, i cannoli con la ricotta e il trionfo di gola, dolce barocco per eccellenza.  Oggi grazie a I segreti del chiostro è possibile assaggiare queste prelibatezze, le cui ricette sono state recuperate da Casa Giuffrè e della cooperativa Pulcherrima Res. Basandosi sul libro “I segreti del chiostro, storie e ricette dei monasteri di Palermo”, scritto da Maria Oliveri, hanno studiato i vecchi ricettari custoditi dalle suore e propongono degustazioni veramente imperdibili. Da leccarsi i baffi!

 

  • RIVIVERE IL MARE NEGATO

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Per tutti la spiaggia di Palermo si trova a Mondello,  una borgata marinara a circa 15 km dal centro storico, raggiungibile in circa mezz’ora d’auto o col bus. Ma un tempo non era così: fino agli anni ’50 il mare di Palermo era molto più vicino, ed esattamente lungo tutta la costa antistante la città, tra le borgate di Romagnolo e dell’Acquasanta. I cosiddetti bagni a mare già a partire dagli anni ’20 costituivano un luogo ricreativo e di balneazione per ceti più o meno agiati e tutta la costa sud, raggiungibile facilmente dai quartieri del centro, rappresentava un luogo di passeggio e di incontro. Con le massiccie edificazioni dagli anni ’60 in poi, tutta l’area oggi ospita grandi quartieri residenziali e popolari e la spiaggia è stata totalmente abbandonata, ma non ha perso il suo fascino. E’ un luogo da riscoprire, partendo dalla visita dell’Ecomuseo Urbano Mare Memoria Viva, luogo inusuale e ricco di imput per riscoprire e recuperare la memoria del rapporto tra l’uomo e il mare. E’ un progetto multimediale che racconta la complessità di questo rapporto ma anche le testimonianze delle persone, in una prospettiva futura. L’Ecomuseo organizza iniziative rivolte al territorio e partecipa attivamente alla riqualificazione della costa. Visitabile dal martedì alla domenica dalle 09.00 alle 18.30.

 

  •  SCEGLIERE IL TUO MURALES PREFERITO

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La città è letteralmente invasa da opere di street art, che trovate nelle piazze e tra i vicoli del centro: così può capitare che un muro scrostato o una cassetta della posta diventino tele per coloratissimi disegni murali, stencil o poster, ogni giorno appaiono nuove opere e tantissime altre vengono cancellate, ricoperte o addirittura rubate. E’ impossibile vedere tutti i murales presenti ma si possono ammirare i più belli e scoprirne la storia partecipando ai tour guidati (da una guida turistica e una storica dell’arte) di Alternative Tours Palermo, tra cui appunto lo Street Art Tour. La street art è spesso provocatoria, e la scelta del luogo non è casuale: è il caso dei molti graffiti presenti su pizzo Sella, una collina edificata abusivamente dalla mafia, o dei primi murales del quartiere disagiato di Borgo Vecchio, frutto di un progetto che ha coinvolto nel 2014  bambini e ragazzi in laboratori di doposcuola; emozionante anche l’enorme murales che ritrae i giudici Falcone e Borsellino, al porticciolo della Cala. Scegliere il proprio murales preferito è un’impresa degna dei viaggiatori più curiosi.


PHOTO CREDITS

Isola. Fotografia e Design | I segreti del chiostro | Archivio Ecomuseo Mare Memoria Viva | Alternative Tours Palermo

 

PEOPLE & THE CITY | Chiara Spinelli

By / 5th dicembre, 2017 / blog / No Comments

just for you

●● PEOPLE & THE CITY è una rubrica mensile dedicata alle persone.

Ogni primo martedi del mese un nuovo articolo, frutto di una chiacchierata con viaggiatori, creativi  o semplicemente amici, gente interessante che con Palermo ha un rapporto speciale. Questo blog è nato proprio così: ricordate Anastasija ? In coda trovate i contatti di ogni persona che ho incontrato, vi consiglio di approfondire!
Non solo turisti quindi: qualcuno è venuto a visitare la Sicilia ed è stato ospite nel mio b&b, qualcun altro conosciuto in viaggio, chi invece vive qui in città. Queste persone mi hanno lasciato qualcosa, un’emozione o un’esperienza.

Quali sono le loro passioni? E cosa li ispira di più di Palermo? Scopriamolo insieme.

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Voglio iniziare parlandovi di una artista e viaggiatrice e, pensandoci, non poteva essere altrimenti: Chiara Spinelli.

Illustratrice, dedita in particolare al mondo dell’infanzia, vive in Puglia.

Ci siamo conosciute a Palermo e già in quell’occasione mi aveva incuriosito. Ci rivediamo nel suo laboratorio di Lecce, durante il mio ultimo viaggio: è sempre un’emozione incontrare un artista nel luogo dove crea, tra strumenti e disegni! Parliamo a lungo e troviamo molti punti in comune, come il piacere di stare a contatto con la gente. Mi regala anche una stampa, che ora ha trovato il suo posto nella mia casa! E’ rimasta colpita da Palermo e dai suoi colori, tanto che ha deciso che tornerà ancora una volta in Primavera: dunque non finisce qui e nel 2018 tra le iniziative targate MADlab potrebbe esserci un suo laboratorio.

Palermo è come la risacca” mi dice ” ti travolge nel suo essere ecletticamente perfetta, ha una sua armonia, un’anima molto forte e travolgente. La prima nota che ho sentito dentro di me è stata la confusione. Poi, tornandoci più di una volta, ho avuto modo di elaborare.”

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Lo stile di Chiara è riconoscibile: i disegni essenziali e pastellati non a caso ricordano il tratto dei bambini piccoli, al quale dedica un continuo studio di ricerca e oggetto della sua tesi di laurea in grafica editoriale “Da GRANDE ero piccolo”. Dopo l’Accademia di Belle Arti,  ha iniziato subito a collaborare con le realtà culturali del territorio, partecipando attivamente alla vita artistica con mostre e attività. I laboratori che conduce, rivolti appunto ai bambini, partono da forme lineari che si trasformano in storie fantastiche.

Cosa pensa dell’arte? “E’ quello che vediamo, tutto ciò che ci circonda. Poi c’è anche una parte di non-realtà, che è legata alle suggestioni e alle emozioni: quindi è come unire conscio e inconscio. Tutto questo dà sfogo al disegno, alla comunicazione. E’ importante che arrivi a tutti, si spera. L’arte è stata sempre un messaggio che deve raggiungere un gran numero di persone, altrimenti rimane fine a se stessa. E quindi … insomma, si spera di fare al meglio questa cosa. A me piace molto farla!”

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Zucche o pupi di zucchero? Dolci tipici del giorno dei morti.

By / 31st ottobre, 2017 / blog / No Comments

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Ogni volta che un bimbo siciliano dice “dolcetto o scherzetto?” un pupo di zucchero muore.

Con ironia e simpatia Palma Nana ci ricorda che Halloween a Palermo non può essere Halloween! Infatti qui il giorno della commemorazione dei propri cari, per i quali in passato era consuetudine preparare pietanze e dolciumi, ha una grandissima tradizione fatta di leggende…. basti pensare a quel luogo unico e inquietante che sono le Catacombe dei Cappuccini.

Ma ne parleremo un’altra volta, oggi vogliamo parlare di ricette!

U pupu i zuccaro era proprio uno di questi, una statuetta ipercalorica di zucchero dipinta con coloranti vegetali e olio di mandorle, con l’aggiunta di un pò di succo di limone. Il pupo, esageratamente dolce e immancabile regalo per i bimbi il 2 Novembre, è chiamato anche pupaccena, per via della leggenda di un nobile decaduto che lo offrì agli invitati poichè non aveva nient’altro che zucchero in dispensa.

Fortunatamente il pupo di zucchero si vede ancora in giro, nelle pasticcerie e nei bar, anche grazie alla riscoperta della tradizione culinaria più antica. Ma non è l’unica goloseria tipica della festività dedicata ai morti.

Dunque non solo pupi, ma anche crozzi ‘i mottu, biscotti modellati a forma di ossa, la muffoletta, una pagnotta con caciocavallo e sarde salate, e u cannistru, un cestino con primizie di stagione, frutta secca altri dolciumi.

Poi c’è il nostro dolce preferito, la frutta di Martorana, i famosissimi fruttini di pasta di mandorle la cui ricetta fu inventata da alcune monache palermitane, che abbiamo fatto assaggiare agli ospiti del B&B in questi giorni.

Insomma… altro che zucche!

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La “cugina” di San Giovanni degli Eremiti

By / 16th febbraio, 2017 / blog / No Comments

Chi conosce San Giovanni dei Lebbrosi?

Da quando, nel luglio del 2015, molti monumenti di Palermo sono stati dichiarati dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’umanità, sia i turisti che molti cittadini palermitani ora conoscono meglio lo stile arabo-normanno.

L’Italia è la nazione con il maggior numero di siti ma la Sicilia, tra le regioni, è quella che ne vanta di più, ben sette.

Solo nella provincia di Palermo sono: le cattedrali di Palermo, Cefalù e Monreale, la Cappella Palatina, la chiesa di San Giovanni degli Eremiti, la chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio , la chiesa di San Cataldo, il palazzo della Zisa, il ponte dell’Ammiraglio.

Tutti questi siti di interesse storico e culturale formano il percorso arabo- normanno e rientrano a pieno titolo tra le cose da non perdere nella visita di Palermo.

San Giovanni degli Eremiti, col suo chiostro e il grazioso giardino, chi non la conosce?

Eppure questa chiesa ha anche una cugina, con cui condivide sia il periodo di costruzione che il nome, cioè Giovanni, il santo a cui è intitolata: San Giovanni dei Lebbrosi, a due passi dal ponte dell’Ammiraglio.

Ma la data di fondazione della chiesa, almeno per quel che riguarda il primo impianto, è in realtà controversa. L’ipotesi più accreditata sull’origine del monumento indica come fondatori i normanni Roberto il Guiscardo e il fratello Ruggero d’Altavilla durante l’assedio di Palermo, cioè nell’anno 1071, laddove, secondo Michele Amari, esisteva un castello saraceno denominato “Yahia”.

La chiesa sarebbe quindi forse la più antica chiesa latina della città. Era annessa a un lebbrosario, di cui non rimane più nulla, mentre sembra che alcune rovine del precedente castello siano ancora visibili nel giardino retrostante.

Presenta tuttoggi tutte le caratteristiche dell’architettura sobria d’età normanna che troviamo anche nella sua cugina più famosa, San giovanni degli Eremiti, grazie a un drastico restauro operato negli anni ’20 del 900, che ha eliminato le pesanti modifiche d’età barocca.  Il monumento rientrava tra quelli proposti all’Unesco nell’ambito dell’Itinerario Arabo-Normanno, ma alla fine del procedimento, però, non è stato approvato l’inserimento del monumento nel novero del patrimonio Unesco, forse proprio a causa dei numerosi cambiamenti che l’impianto originario ha subìto nel tempo.

Resta comunque un sito pieno di storia e  lontano dalle luci della ribalta, molto poco frequentato e per questo forse ancora più affascinante.

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Those who know San Giovanni dei Lebbrosi?

Since when, in July of 2015, many of Palermo’s monuments have been declared by UNESCO “World Heritage” and both tourists and many Palermo citizens now know better the Arab-Norman style.

Italy is the nation with the largest number of sites but Sicily, between regions, is the one who has more, seven.

Only in the province of Palermo are: the cathedrals of Palermo, Cefalu and Monreale, the Cappella Palatina, the church of St. Giovanni degli Eremiti, the church of Santa Maria dell’Ammiraglio, the church of San Cataldo, the Zisa Palace, the bridge of Admiral.

All these sites of historical and cultural interest make up the Arab-Norman castle and the path are fully included among the things not to miss the visit of Palermo.

St. Giovanni degli Eremiti, with its cloister and the lovely garden, who does not know?

Yet this church also has a cousin, with whom he shares both the construction period that the name, ie John, the saint to whom is dedicated: St. Giovanni dei Lebbrosi, a short walk from the Admiral’s bridge.

But the founding date of the church, at least as regards the first plant, is actually controversial. The hypothesis on the origin of the monument indicates as founding the Norman Robert Guiscard and his brother Ruggero d’Altavilla during the siege of Palermo, ie in the year 1071, when, according to Michele Amari, there was a Saracen castle called ” Yahia “.

The church would then perhaps the oldest Latin church in the city. He was attached to a leper colony, of which nothing remains, but it seems that some ruins of the former castle are still visible in the back garden.

Introduces till today all the sober architectural features of the Norman Age which is also found in its most famous cousin, San Giovanni degli Eremiti, thanks to a drastic restoration work in the 20s of 900, which eliminated the heavy baroque age changes. The monument was part of those proposed to UNESCO as part of the Route Arab-Norman, but at the end of the procedure, however, was not approved the inclusion of the monument on the list of UNESCO heritage, perhaps because of the many changes that the original structure has undergone over time.

It remains a site full of history and away from the limelight, very little used and therefore perhaps even more fascinating.

 

 

Largo alle idee! Ecco il Caravan Serai.

By / 10th febbraio, 2017 / blog / No Comments

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In una stradina vicino corso Vittorio Emanuele a Palermo, nascosto in piena vista, c’è un contenitore di idee che ci piace assai: Spazio Caravan Serai, un centro culturale dedicato all’arte nelle sue diverse espressioni. Che sia artigianato, grafica, street art o altro, lì trova posto e condivisione. Difatti, se per caravanserai si intende  un luogo di sosta e di passaggio per i viaggiatori,  bisogna proprio dire che da quando il centro ha aperto, ne è passata di gente. Artisti, turisti, curiosi.

Spazio Caravan Serai nasce dall’iniziativa di Giuseppe Arici, giovane architetto che ha vissuto e lavorato a Berlino ed è tornato per dedicarsi alla cultura della propria città, progetto che condivide con altre menti creative del territorio. Il centro culturale ospita progetti differenti, dalla lavorazione dell’ottone alla serigrafia artigianale, è un co-working e un info point per il turismo alternativo.

Insomma è uno spazio multitasking: potete trovare Valerio, artista delle arti piriche e artigiano, intento a creare gli accessori totalmente handmade de La luna e il falò, oppure Luca e le illustrazioni del progetto grafico I mangiatori di patate, o ancora una camera oscura per chi ama la fotografia analogica. C’è anche un info-desk dove viene distribuita gratuitamente la mappa Use-it di Palermo, la cui prima edizione è stata creata proprio dal team di Caravanserai in collaborazione con Re Federico Cowork.

Giuseppe si occupa anche di residenze d’artista presso la sua abitazione, sita in un palazzo storico adiacente al centro: Mojo Cohouse ha finora ospitato moltissimi creativi!

Spazio Caravan Serai ha supportato anche iniziative di ampio respiro per la riqualificazione urbana della città: un evento che ci è piaciuto particolarmente è stato Inseminazione Artistica, una manifestazione culturale che ha rivalutato luoghi abbandonati di Palermo con l’intervento di street artists arrivati da tutta Italia, una vera e propria invasione di colori sul cemento.

Ma al Caravan non stanno mai fermi: in questo momento è in esposizione la mostra Animalario curata da Studio Brushwood, che sarà visitabile ancora per pochi giorni, fino al 12 Febbraio. Prendetela come ottima scusa per scoprire questo spazio così interessante, che dice tanto sull’ esuberanza creativa di noi palermitani.

Largo ideas! Here is the Caravan Serai.

In a little street near Corso Vittorio Emanuele in Palermo, hiding in plain sight, there is a place that we like much: Spazio Caravan Serai, a cultural center dedicated to art in its different expressions. Whether crafts, graphics, street art or anything, there is place and sharing. In fact, if for caravanserai means a stopping point for travelers passing through, you have to just say that since the center opened, it is passed to people. Artists, tourists, curious.

Spazio Caravan Serai was founded by Giuseppe Arici, a young architect who has lived and worked in Berlin and returned to devote himself to the culture of their city, a project that shares with other creative minds of the territory. The cultural center is home to different projects, from the machining of brass to craft screen printing, he is a co-working and an info point for alternative tourism.

In short, it is a multitasking space: you can find Valerio, artist of pyro arts and craft, intent on creating the totally handmade accessories de La luna e il falò, or Luca and illustrations of graphic design I mangiatori di Patate, or even a darkroom those who love analogue photography. There is also an info-desk where it is distributed free map Use-it of Palermo, whose first edition was created precisely by the Caravanserai team in collaboration with Re Federico Cowork.

Giuseppe is also involved in artist residencies at his home, located in a historic building just outside the center: Mojo Cohouse has so far hosted many creative!

Spazio Caravan Serai  has also supported far-reaching initiatives for urban regeneration of the city: an event that we particularly liked was Inseminazione Artistica, a cultural event which reassessed abandoned areas in Palermo with the intervention of street artists from all over Italy, a real invasion of colors on cement.

But at the Caravan are never still: at the moment is on display, the exhibition Animalario curated by Studio Brushwood, which will be open for a few more days, until February 12. Take it as a good excuse to discover this so interesting space, which says as much on creative exuberance of us Palermo.

Ciak! Si gira. Mario francese, il coraggioso cronista che spaventò la mafia.

By / 26th gennaio, 2017 / blog / No Comments

Oggi siamo usciti di casa dopo aver salutato l’ospite in partenza e improvvisamente… ci ritroviamo negli anni 70!

Tra automobili d’epoca e comparse con abiti ormai demodè,  piazza di Casa Professa e tutta l’area adiacente al B&B è in questi giorni un set cinematografico. “Liberi sognatori. Le idee non si spezzano mai” è il titolo della nuova fiction tv che racconterà  le vite di tre grandi personaggi siciliani che hanno contrastato la mafia, Mario Francese, Libero Grassi ed Emanuela Loi.

In questi giorni si gira il film su Mario Francese, interpretato dall’attore Claudio Gioè, che oggi abbiamo incontrato mentre si preparava alle riprese. Mario Francese è il cronista che negli anni 70 per primo denunciò l’ascesa della mafia corleonese, scrivendo sul Giornale di Sicilia i risultati delle sue ricerche sulle organizzazioni mafiose e i loro crimini.

La mafia ne ebbe paura e lo uccise sotto casa di fronte agli occhi del figlio Giuseppe, allora appena dodicenne.Giuseppe Francese era il più piccolo dei figli del cronista, si tolse la vita il 3 settembre del 2002, a soli 36 anni, segnato dalla vicenda del padre. Alla sua memoria sarà dedicata la “Casa di Giuseppe Francese”, un centro giovanile di documentazione sui giornalisti uccisi dalla mafia, che verrà aperta a Bagheria.

Rispetto ai vecchi film sulla mafia, questi degli ultimi anni ci sembrano più carichi di umanità che di pregiudizi e aspettiamo con interesse di vedere in tv le scene che in questo momento si stanno girando sotto casa nostra.

Ricordare è importante.

 

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Lights, camera, action! Mario Francese, the courageous reporter who frightened the Mafia.

Today we go out after greeting the guest departing and suddenly … we find ourselves in the 70’s!

Including vintage cars and extras with clothing now démodé, Casa Professa square and the whole area adjacent to the B&B is these days a film set. “Free dreamers. The ideas will never break” is the title of the new TV drama that tells the three greatest Sicilian people who opposed the Mafia, Mario Francese, Libero Grassi and Emanuela Loi.

These days they prepare the film on Mario Francese, played by actor Claudio Gioè, that today we have met as he prepared to shoot.
Mario Francese was a reporter who in the 70 first denounced the rise of the Corleone Mafia, writing in the Journal of Sicily the results of his research on the mafia organizations and their crimes. The Mafia was frightened and killed him in front of his house under the eyes of his son Giuseppe, then just 12 years old. Giuseppe Francese was the smallest of the reporter’s sons, killed himself on September 3, 2002, just 36 years, marked by story of the father. It will be dedicated to his memory the “House of Giuseppe Francese”, a youth documentation center on journalists killed by the Mafia, which will open in Bagheria.

Compared to old movies about the mafia, these recent years seem there’s more humanity in and less prejudices and we wait with interest to see on television the scenes that right now are preparing just below our home.

Silence is mafia.

Remember is important.

Palermo , September 1993 - Demo against the killing of Father Puglisi - A female child in front of a banner with the writing " Silence is Mafia " Palermo , settembre 1993 - Protesta contro la mafia per l'uccisione di Padre Pugliesi - Una bambina di fronte ad uno striscione con la scritta " Il silenzio è mafia " *** Local Caption *** 00127716

L’inverno sta arrivando.. sotto il sole di Palermo! Offerta da non perdere al Mad.

By / 22nd novembre, 2016 / blog / No Comments

Se desiderate una vacanza invernale ma senza patire il freddo, nè il caos del periodo natalizio, Palermo è il posto giusto.

Qui la temperatura è ancora mite e noi vi offriamo un’ottima occasione da prendere al volo: infatti nel periodo

dall’1 al 21 Dicembre potete soggiornare nel pieno centro di Palermo spendendo solo 30 Euro a persona,

in una casa di design dotata di ogni comfort.

Sono inclusi tutti i nostri servizi, il bagno privato interno alla camera, una ricca prima colazione personalizzata secondo i vostri gusti, il deposito bagagli gratuito per sfruttare al meglio il vostro tempo e tutta la nostra ospitalità, le mappe e i consigli per la visita di Palermo, i suoi monumenti, la cucina siciliana, l’artigianato e tanto altro.

Che aspettate?! L’inverno sta arrivando!

L’offerta è valida per tutte le prenotazioni effettuate chiamando il 3495092985 o scrivendo a info@madinballaro.com

 

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Winter is coming .. under the sun of Palermo! Offer not to be missed at Mad.

If you desire a winter holiday and not to suffer the cold, nor the chaos of the Christmas period, Palermo is the place.

Here the temperature is still mild and we offer you an excellent opportunity not to be missed: in the period

from 1 to December 21 can stay in the heart of Palermo spending only 30 Euro per person,

in a B&B  unique design house with all the comfort.

This includes all our services, the private bathroom inside the room, a rich personalized breakfast according to your tastes, the free luggage room to make the most of your time and all our hospitality, the maps and tips for the visit of Palermo , its monuments, the Sicilian cuisine, crafts and more.

What you waiting for ?! Winter is coming!

The offer is valid for all bookings made writing to info@madinballaro.com

Incontri di sapore: a cena da Maria, la Cuciniera Narrante

By / 23rd settembre, 2016 / blog / No Comments

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Amiamo molto le esperienze nuove, originali e …saporite!

Come alcuni di voi sapranno, ogni tanto ci fa piacere condividere la nostra tavola con gli ospiti: abbiamo chiamato queste esperienze Ciavuru, che in siciliano significa “odore” o meglio, odore di cose buone da mangiare.Unendo l’estro culinario di Santino e il mio piacere nel raccontare la mia terra, ci divertiamo a tavola chiacchierando e gustando roba sfiziosa.

Ma per una volta, gli ospiti in casa d’altri siamo stati noi ! Per festeggiare il nostro anniversario, non volevamo un ristorante, e allora, quale miglior modo di festeggiare una giornata speciale se non con un’esperienza nuova?!

Abbiamo così scelto la cucina genuina e accogliente di Maria Tronca Cuciniera Narrante.

Maria è una personal & hidden chef, ha scelto come noi di avventurarsi nel mondo del Social Eating, ma, c’è da ammetterlo, abbiamo molto da imparare da lei. E’ una persona interessante ed estremamente brava in quello che fa.

Ci ha subito accolti nella sua casa e sul tavolo romantico che ci ha preparato nulla mancava, le candele, le rose, la vista sullo splendido giardino e due calici di  buon vino. Il menu è stato favoloso: antipasto, primo, secondo e contorno, tutto a base di verdure e pesce, mixati alla perfezione con un tocco molto personale.

Nessuno stress da ristorante: nessuna fretta nel liberare il tavolo, nessun vai e vieni di camerieri. Ma neanche l’imbarazzo di trovarsi in casa di estranei: ci siamo sentiti subito a nostro agio, come a casa di amici.

Maria ci ha spiegato ogni piatto e ci ha lasciati a goderne il sapore, la serata romantica è riuscita perfettamente. Dopocena abbiamo conversato a lungo, davanti a un buon limoncello e dopo un’ora eravamo ancora lì a condividere opinioni e aspettative.

E alla fine lei ci ha raccontato una piccola storia, di quelle che accadono a Palermo, così piena di personaggi ad ogni angolo. Un racconto teatrale e divertente: si, perchè Maria Tronca è anche una scrittrice, ma questa è un’altra storia.

Insomma, la Cuciniera Narrante è entrata a pieno diritto tra le esperienze da consigliare ad amici e ospiti. Ripensando alla cena che ci ha preparato.. mmm che bontà! Che dire, evviva il Social Eating!

 

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Meetings of flavor: a dinner in Storyteller Cook’s home

 

We love new , original and … delicious experiences

As some of you know, sometimes we like to share our food with guests: we called these experiences Ciavuru, which in Sicilian means “smell” or rather, smell of good things to eat. Combining the culinary inspiration Santino and my pleasure in telling my land, we have fun at the table chatting and enjoying tasty stuff.

But for once, the visiting other people’s homes were us! To celebrate our anniversary, we did not want a restaurant  so, what better way to celebrate a special day with a new experience?! So we chose the genuine  and welcoming cuisine of Maria Tronca the Cuciniera Narrante (the Storyteller Cook).

 

Maria is a personal  & hidden chef, as us she chose to venture into the world of Social Eating, but, we’ve to admit it, we have much to learn from her. She’s an interesting and extremely good chef.

She immediately welcomed into her home and on the romantic table that has prepared anything we were missing, candles, roses, the view of the lovely garden and two wine glasses. The menu was fabulous: appetizer, first, second and contour, all based on vegetables and fish, mixed to perfection with a very personal touch.

Nobody from the restaurant stress: no hurry in releasing the table, no coming and going of waiters. But even the embarrassment of being in the house of strangers: we felt immediately at ease, at home of friends.

Maria explained to us each dish and left us to enjoy the taste, the romantic dinner is perfectly successful. After dinner we talked at length, in front of a good limoncello and an hour later we were still there to share opinions and expectations.

And in the end she told us a little story, the kind that occur in Palermo, so full of characters at every turn. A theatrical and entertaining story: yes, because Maria Trim is also a writer, but that’s another story.

In short, the C  uciniera Narrante entered in its own right among the experiences to be recommended to friends and guests. Looking back at the dinner she prepared .. mmm that goodness! What can I say, long live the Social Eating!

 

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Viaggiare nel tempo: la magnifica dimora della contessa Alwine

By / 22nd luglio, 2016 / blog / No Comments

(English text on the bottom)

Non finiremo mai di ripeterlo: Palermo è sempre una sorpresa, di millenaria memoria.

Un giorno scopri che, a due passi da casa tua, c’è un palazzo dove il tempo si è fermato: Palazzo Conte Federico, ancora abitato dai discendenti di Federico di Antiochia, accoglie in sè tanti strati di storia, da quella punica delle mura cittadine, nascoste lì sotto le fondamenta, passando per i Normanni fino al periodo chiaramontano e oltre.

Conoscevamo già l’antichissima Torre Busuemi costruita a ridosso del fiume Kemonia, torre poi inglobata (e preservata) dal palazzo, della quale una finestra è ancora visibile su uno dei prospetti. Ma un’altra finestra è visibile solo dall’interno, bisogna salire al terzo piano da una stretta scala in una misteriosa e antica stanza in conci di tufo.

Beh, adesso si può e noi ne abbiamo naturalmente approfittato, regalandoci quella che è stata una bellissima esperienza.

Infatti da qualche tempo, per iniziativa della stessa contessa Alwine Federico, il Palazzo è visitabile al pubblico.

E allora andiamo! Vi diciamo subito che è un viaggio nel tempo, condotto con spigliatezza e simpatia dalla stessa Alwine: un viaggio attraverso le magnifiche stanze affrescate del piano nobile e in cima fino alla camera che accoglie ancora oggi la torre arabo-normanna e le sue bifore.  Ma il Palazzo nasconde molti altri tesori: un bellissimo atrio in pietra intagliato dalle sapienti mani di Venanzio Marvuglia, affreschi di D’Anna e Serenario, i precedenti soffitti a cassettoni in legno dipinto, collezioni d’armi, splendidi pavimenti in maiolica e in ceramica decorata recanti gli stemmi dei feudi e un bellissimo disegno del nostro quartiere in epoca antica, di cui ci siamo innamorati; stanze con letti a baldacchino, una cucina ricca di arnesi e pentolame, attrezzi da lavoro degni di un museo antropologico, per non dimenticare il salone blu.

Ma non basta, l’atmosfera a ben vedere ha anche un che di esoterico: infatti gli avi dei Federico facevano parte della Massoneria e guardando bene, notiamo simboli  nascosti tra le pennellate degli affreschi, un occhio iscritto in un triangolo, il compasso. Non mancano reperti più moderni: tra una stampa autografata da Garibaldi e un pianoforte suonato anche da Wagner, fanno capolino le medaglie e le coppe vinte in ambito sportivo negli ultimi decenni dai coniugi Federico, lei campionessa di nuoto e lui pilota d’auto d’epoca. Niente di strano quindi se ad accogliervi nell’atrio vi aspetta una Balilla rossa.

Il vero gioiello però è la torre, all’ultimo piano, tra mura in pietra, stemmi chiaramontani e aragonesi, un pavimento in vetro da cui si possono ammirare i dipinti su legno del soffitto sottostante, il sistema di ventilazione naturale che ritroviamo a Palermo anche alla Zisa. Una delle due finestre della torre è stata inglobata nel salone e, sospesi idealmente a 30 metri di altezza, possiamo toccarla. Una magia.

Gli arredi, le armature, i vestiti settecenteschi, le porcellane, tutto il resto, e in generale l’ottimo stato in cui è tenuta la dimora, oltre che la gentilezza della nostra guida, fanno si che il visitatore si senta proprio un ospite gradito del nobile casato.

Insomma ci è davvero piaciuto!

Non possiamo quindi che condividere con un gran plauso l’iniziativa di Alwine, contessa moderna, che decide di aprire la sua casa ai viaggiatori (la contessa parla italiano, francese, inglese e tedesco) e ha risposto con entusiasmo a tutte le nostre curiosità.

Consigliatissimo!

 

 

Time travel: the magnificent mansion of countess Alwine

 

Never stop repeating: Palermo is always a surprise, with its millennial memory.

One day you find, within walking distance from your home, there is a palace where time has stood still: the Palazzo Conte Federico, still inhabited by the descendants of Federico of Antioch, includes in itself many layers of history, from the Punic walls towns, hidden there under the foundations, through the Normans until chiaramontano period and beyond.

We already knew the ancient Tower Busuemi built near the river Kemonia, tower later incorporated (and preserved) from the palace, of which a window is still visible on one of the tables. But another window is visible only from the inside, you have to climb to the third floor by a narrow staircase in a mysterious and ancient room in tuff.

Well, now we can and we have taken advantage of course, giving what has been a wonderful experience.

In fact for some time, on the initiative of the countess Alwine Federico same, the Palace is open to the public.

And then let’s go! We tell you now that it is a journey through time, conducted with aplomb and sympathy from the same Alwine: a journey through the magnificent frescoed rooms of the main floor and top up to the room which still welcomes the Arab-Norman tower and its mullioned windows. But the palace hides many other treasures: a beautiful atrium in stone carved by the skilled hands of Venancio Marvuglia, frescoes of D’Anna and Serenario, previous coffered ceilings in painted wood, collections of weapons, beautiful tiled floors and ceramic decorated bearing the coats of arms of the feuds and a beautiful design of our district in ancient times, of which we fell in love; rooms with four-poster beds, a kitchen full of tools and cookware, tools worthy of an anthropological museum, not to forget the blue salon.

But not enough, the atmosphere in hindsight also has something esoteric: the fact of Federico ancestors were part of Freemasonry and looking good, we note symbols hidden in the brush strokes of the frescoes, writing an eye in a triangle, the compass. Do not miss the most modern findings: between prints signed by Garibaldi and also a piano played by Wagner, peep medals and cups won in sports in recent decades by Federico spouses, she swimming champion and he driver of ancient cars. Not surprising then if to welcome awaits you in the atrium a red Balilla.

But the real gem is the tower, on the top floor, with its stone walls, crests Chiaramontani and Aragonese, a glass floor where you can admire the paintings on wood of the ceiling below, the natural ventilation system that we find also in Palermo at Zisa.

One of the two windows of the tower was incorporated into the living room and, ideally suspended 30 meters in height,
we can touch it. A magic.

The furniture, the plates, the eighteenth-century clothes, porcelain, all the rest, and in general the excellent state in which the dwelling is required as well as the kindness of our guide, make that the visitor feels just a welcome guest of the noble family.

In short, we really loved it!

We can not share that with a great acclaim the initiative of Alwine, modern countess, who decides to open her home to travelers (the countess speaks Italian, French, English and German) and reply with passion to all our questions.

Highly recommended!

Il Mad tra i B&B più belli della Sicilia! Lo dice Travel 365.

By / 12th giugno, 2016 / blog / No Comments

Il Mad tra i B&B più belli della Sicilia!

“Mad in Ballarò è un elogio alla creatività. Colori e geometrie, arredi scelti con gusto e abbinati con grande intelligenza per creare un stile unico e originale che possa innanzitutto colpire. Ma tutto questo non è altro che la punta dell’Iceberg.

La vera rivelazione sono i proprietari, ragazzi carinissimi che sapranno farvi sentire a casa.

Particolarmente indicato per le coppie giovani e dinamiche.”

Così il noto magazine Travel365, che si occupa di viaggi e curiosità da tutto il mondo, descrive noi e il nostro B&B, inserendoci tra i 18 bed and breakfast più belli della Sicilia!

La nota rivista online fornisce utilissimi consigli di viaggio e  ha stilato la lista dei B&B più belli della Sicilia, 18 strutture ricettive a conduzione familiare site tra Sicilia Orientale e Occidentale, da Palermo a Siracusa, passando per Piazza armerina, Agrigento, Giardini Naxos, San Vito Lo Capo….

Siamo davvero contenti! Queste, insieme al sorriso e ai giudizi favorevoli dei nostri ospiti, sono cose che fanno davvero piacere. Le altre strutture non sono da meno, anzi, abbiamo scoperto nuove destinazioni dove soggiornare quando ci prendiamo una pausa, alla scoperta della nostra Sicilia.

Potete leggere l’articolo, cliccando qui.