Incontri di sapore: a cena da Maria, la Cuciniera Narrante

By / 23rd settembre, 2016 / blog / No Comments

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Amiamo molto le esperienze nuove, originali e …saporite!

Come alcuni di voi sapranno, ogni tanto ci fa piacere condividere la nostra tavola con gli ospiti: abbiamo chiamato queste esperienze Ciavuru, che in siciliano significa “odore” o meglio, odore di cose buone da mangiare.Unendo l’estro culinario di Santino e il mio piacere nel raccontare la mia terra, ci divertiamo a tavola chiacchierando e gustando roba sfiziosa.

Ma per una volta, gli ospiti in casa d’altri siamo stati noi ! Per festeggiare il nostro anniversario, non volevamo un ristorante, e allora, quale miglior modo di festeggiare una giornata speciale se non con un’esperienza nuova?!

Abbiamo così scelto la cucina genuina e accogliente di Maria Tronca Cuciniera Narrante.

Maria è una personal & hidden chef, ha scelto come noi di avventurarsi nel mondo del Social Eating, ma, c’è da ammetterlo, abbiamo molto da imparare da lei. E’ una persona interessante ed estremamente brava in quello che fa.

Ci ha subito accolti nella sua casa e sul tavolo romantico che ci ha preparato nulla mancava, le candele, le rose, la vista sullo splendido giardino e due calici di  buon vino. Il menu è stato favoloso: antipasto, primo, secondo e contorno, tutto a base di verdure e pesce, mixati alla perfezione con un tocco molto personale.

Nessuno stress da ristorante: nessuna fretta nel liberare il tavolo, nessun vai e vieni di camerieri. Ma neanche l’imbarazzo di trovarsi in casa di estranei: ci siamo sentiti subito a nostro agio, come a casa di amici.

Maria ci ha spiegato ogni piatto e ci ha lasciati a goderne il sapore, la serata romantica è riuscita perfettamente. Dopocena abbiamo conversato a lungo, davanti a un buon limoncello e dopo un’ora eravamo ancora lì a condividere opinioni e aspettative.

E alla fine lei ci ha raccontato una piccola storia, di quelle che accadono a Palermo, così piena di personaggi ad ogni angolo. Un racconto teatrale e divertente: si, perchè Maria Tronca è anche una scrittrice, ma questa è un’altra storia.

Insomma, la Cuciniera Narrante è entrata a pieno diritto tra le esperienze da consigliare ad amici e ospiti. Ripensando alla cena che ci ha preparato.. mmm che bontà! Che dire, evviva il Social Eating!

 

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Meetings of flavor: a dinner in Storyteller Cook’s home

 

We love new , original and … delicious experiences

As some of you know, sometimes we like to share our food with guests: we called these experiences Ciavuru, which in Sicilian means “smell” or rather, smell of good things to eat. Combining the culinary inspiration Santino and my pleasure in telling my land, we have fun at the table chatting and enjoying tasty stuff.

But for once, the visiting other people’s homes were us! To celebrate our anniversary, we did not want a restaurant  so, what better way to celebrate a special day with a new experience?! So we chose the genuine  and welcoming cuisine of Maria Tronca the Cuciniera Narrante (the Storyteller Cook).

 

Maria is a personal  & hidden chef, as us she chose to venture into the world of Social Eating, but, we’ve to admit it, we have much to learn from her. She’s an interesting and extremely good chef.

She immediately welcomed into her home and on the romantic table that has prepared anything we were missing, candles, roses, the view of the lovely garden and two wine glasses. The menu was fabulous: appetizer, first, second and contour, all based on vegetables and fish, mixed to perfection with a very personal touch.

Nobody from the restaurant stress: no hurry in releasing the table, no coming and going of waiters. But even the embarrassment of being in the house of strangers: we felt immediately at ease, at home of friends.

Maria explained to us each dish and left us to enjoy the taste, the romantic dinner is perfectly successful. After dinner we talked at length, in front of a good limoncello and an hour later we were still there to share opinions and expectations.

And in the end she told us a little story, the kind that occur in Palermo, so full of characters at every turn. A theatrical and entertaining story: yes, because Maria Trim is also a writer, but that’s another story.

In short, the C  uciniera Narrante entered in its own right among the experiences to be recommended to friends and guests. Looking back at the dinner she prepared .. mmm that goodness! What can I say, long live the Social Eating!

 

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Viaggiare nel tempo: la magnifica dimora della contessa Alwine

By / 22nd luglio, 2016 / blog / No Comments

(English text on the bottom)

Non finiremo mai di ripeterlo: Palermo è sempre una sorpresa, di millenaria memoria.

Un giorno scopri che, a due passi da casa tua, c’è un palazzo dove il tempo si è fermato: Palazzo Conte Federico, ancora abitato dai discendenti di Federico di Antiochia, accoglie in sè tanti strati di storia, da quella punica delle mura cittadine, nascoste lì sotto le fondamenta, passando per i Normanni fino al periodo chiaramontano e oltre.

Conoscevamo già l’antichissima Torre Busuemi costruita a ridosso del fiume Kemonia, torre poi inglobata (e preservata) dal palazzo, della quale una finestra è ancora visibile su uno dei prospetti. Ma un’altra finestra è visibile solo dall’interno, bisogna salire al terzo piano da una stretta scala in una misteriosa e antica stanza in conci di tufo.

Beh, adesso si può e noi ne abbiamo naturalmente approfittato, regalandoci quella che è stata una bellissima esperienza.

Infatti da qualche tempo, per iniziativa della stessa contessa Alwine Federico, il Palazzo è visitabile al pubblico.

E allora andiamo! Vi diciamo subito che è un viaggio nel tempo, condotto con spigliatezza e simpatia dalla stessa Alwine: un viaggio attraverso le magnifiche stanze affrescate del piano nobile e in cima fino alla camera che accoglie ancora oggi la torre arabo-normanna e le sue bifore.  Ma il Palazzo nasconde molti altri tesori: un bellissimo atrio in pietra intagliato dalle sapienti mani di Venanzio Marvuglia, affreschi di D’Anna e Serenario, i precedenti soffitti a cassettoni in legno dipinto, collezioni d’armi, splendidi pavimenti in maiolica e in ceramica decorata recanti gli stemmi dei feudi e un bellissimo disegno del nostro quartiere in epoca antica, di cui ci siamo innamorati; stanze con letti a baldacchino, una cucina ricca di arnesi e pentolame, attrezzi da lavoro degni di un museo antropologico, per non dimenticare il salone blu.

Ma non basta, l’atmosfera a ben vedere ha anche un che di esoterico: infatti gli avi dei Federico facevano parte della Massoneria e guardando bene, notiamo simboli  nascosti tra le pennellate degli affreschi, un occhio iscritto in un triangolo, il compasso. Non mancano reperti più moderni: tra una stampa autografata da Garibaldi e un pianoforte suonato anche da Wagner, fanno capolino le medaglie e le coppe vinte in ambito sportivo negli ultimi decenni dai coniugi Federico, lei campionessa di nuoto e lui pilota d’auto d’epoca. Niente di strano quindi se ad accogliervi nell’atrio vi aspetta una Balilla rossa.

Il vero gioiello però è la torre, all’ultimo piano, tra mura in pietra, stemmi chiaramontani e aragonesi, un pavimento in vetro da cui si possono ammirare i dipinti su legno del soffitto sottostante, il sistema di ventilazione naturale che ritroviamo a Palermo anche alla Zisa. Una delle due finestre della torre è stata inglobata nel salone e, sospesi idealmente a 30 metri di altezza, possiamo toccarla. Una magia.

Gli arredi, le armature, i vestiti settecenteschi, le porcellane, tutto il resto, e in generale l’ottimo stato in cui è tenuta la dimora, oltre che la gentilezza della nostra guida, fanno si che il visitatore si senta proprio un ospite gradito del nobile casato.

Insomma ci è davvero piaciuto!

Non possiamo quindi che condividere con un gran plauso l’iniziativa di Alwine, contessa moderna, che decide di aprire la sua casa ai viaggiatori (la contessa parla italiano, francese, inglese e tedesco) e ha risposto con entusiasmo a tutte le nostre curiosità.

Consigliatissimo!

 

 

Time travel: the magnificent mansion of countess Alwine

 

Never stop repeating: Palermo is always a surprise, with its millennial memory.

One day you find, within walking distance from your home, there is a palace where time has stood still: the Palazzo Conte Federico, still inhabited by the descendants of Federico of Antioch, includes in itself many layers of history, from the Punic walls towns, hidden there under the foundations, through the Normans until chiaramontano period and beyond.

We already knew the ancient Tower Busuemi built near the river Kemonia, tower later incorporated (and preserved) from the palace, of which a window is still visible on one of the tables. But another window is visible only from the inside, you have to climb to the third floor by a narrow staircase in a mysterious and ancient room in tuff.

Well, now we can and we have taken advantage of course, giving what has been a wonderful experience.

In fact for some time, on the initiative of the countess Alwine Federico same, the Palace is open to the public.

And then let’s go! We tell you now that it is a journey through time, conducted with aplomb and sympathy from the same Alwine: a journey through the magnificent frescoed rooms of the main floor and top up to the room which still welcomes the Arab-Norman tower and its mullioned windows. But the palace hides many other treasures: a beautiful atrium in stone carved by the skilled hands of Venancio Marvuglia, frescoes of D’Anna and Serenario, previous coffered ceilings in painted wood, collections of weapons, beautiful tiled floors and ceramic decorated bearing the coats of arms of the feuds and a beautiful design of our district in ancient times, of which we fell in love; rooms with four-poster beds, a kitchen full of tools and cookware, tools worthy of an anthropological museum, not to forget the blue salon.

But not enough, the atmosphere in hindsight also has something esoteric: the fact of Federico ancestors were part of Freemasonry and looking good, we note symbols hidden in the brush strokes of the frescoes, writing an eye in a triangle, the compass. Do not miss the most modern findings: between prints signed by Garibaldi and also a piano played by Wagner, peep medals and cups won in sports in recent decades by Federico spouses, she swimming champion and he driver of ancient cars. Not surprising then if to welcome awaits you in the atrium a red Balilla.

But the real gem is the tower, on the top floor, with its stone walls, crests Chiaramontani and Aragonese, a glass floor where you can admire the paintings on wood of the ceiling below, the natural ventilation system that we find also in Palermo at Zisa.

One of the two windows of the tower was incorporated into the living room and, ideally suspended 30 meters in height,
we can touch it. A magic.

The furniture, the plates, the eighteenth-century clothes, porcelain, all the rest, and in general the excellent state in which the dwelling is required as well as the kindness of our guide, make that the visitor feels just a welcome guest of the noble family.

In short, we really loved it!

We can not share that with a great acclaim the initiative of Alwine, modern countess, who decides to open her home to travelers (the countess speaks Italian, French, English and German) and reply with passion to all our questions.

Highly recommended!

Il Mad tra i B&B più belli della Sicilia! Lo dice Travel 365.

By / 12th giugno, 2016 / blog / No Comments

Il Mad tra i B&B più belli della Sicilia!

“Mad in Ballarò è un elogio alla creatività. Colori e geometrie, arredi scelti con gusto e abbinati con grande intelligenza per creare un stile unico e originale che possa innanzitutto colpire. Ma tutto questo non è altro che la punta dell’Iceberg.

La vera rivelazione sono i proprietari, ragazzi carinissimi che sapranno farvi sentire a casa.

Particolarmente indicato per le coppie giovani e dinamiche.”

Così il noto magazine Travel365, che si occupa di viaggi e curiosità da tutto il mondo, descrive noi e il nostro B&B, inserendoci tra i 18 bed and breakfast più belli della Sicilia!

La nota rivista online fornisce utilissimi consigli di viaggio e  ha stilato la lista dei B&B più belli della Sicilia, 18 strutture ricettive a conduzione familiare site tra Sicilia Orientale e Occidentale, da Palermo a Siracusa, passando per Piazza armerina, Agrigento, Giardini Naxos, San Vito Lo Capo….

Siamo davvero contenti! Queste, insieme al sorriso e ai giudizi favorevoli dei nostri ospiti, sono cose che fanno davvero piacere. Le altre strutture non sono da meno, anzi, abbiamo scoperto nuove destinazioni dove soggiornare quando ci prendiamo una pausa, alla scoperta della nostra Sicilia.

Potete leggere l’articolo, cliccando qui.

Palermo è una cipolla: resoconto di un pomeriggio semplice.

By / 26th maggio, 2016 / blog / No Comments

 

Palermo è una cipolla.

Lo ha detto (e scritto, nel suo libriccino capolavoro) Roberto Alajmo.

Ironico e diretto, lui narra i mille strati di questa città, ma io … io vi racconto un’altra storia, semplicemente un pomeriggio, quello di oggi.

La giornata è iniziata presto, come di consueto, preparando la colazione, anzi “le colazioni”.

Le chiamiamo così Santino ed io, perché ogni ospite ne ha una per sé, a seconda del gusto. Ecco perché il plurale. Verso le 9 arrivano idraulico ed elettricista: i primi lavoretti di manutenzione, a un anno dall’inizio dell’avventura B&B.

Ospiti avvisati, aspirapolvere pronto e segno della croce fatto.

Eh già, perché quando arrivano i mastri* a casa, si sa quando entrano ma non si sa quando vanno via. E così è stato, tra una partenza e un arrivo, caffè con i viaggiatori, mappe, una camera da pulire e l’ andirivieni dei picciotti** … si fanno le 4.

Pulizie generali, un panino e Santino svenuto sul divano.

Ma che c’entra Palermo?

Nel tardo pomeriggio, un Antonella in stato confusionale vaga per la città.

Ha capito che se si fosse seduta, sarebbe stata la fine, ancora qualche commissione prima di chiudere baracca e burattini.

Scusate la parentesi in terza persona – quindi, ho messo le cuffie e la musica a mille sparata nelle orecchie, lo so fa male, ma tant è. Esco.

Direzione mercato: la frutta fresca per la colazione di domani e poi, la pasticceria.. che fa, il cannolo non glielo facciamo assaggiare ai tedeschi? Troppo bello sentire i loro gridolini di soddisfazione, proprio non ci possono credere che esistano dolci così buoni qui.

Li capisco, a volte neanch’io ci credo.

Com è buono il cibo! E il clima! Il sole! Il mare! Questa città è incredibile.

La città.

Scendo le scale e apro il portone. Sono fuori, i piedi sulle balate a ritmo di musica assordante, quasi una marcia, no, è una danza ritmata.

Stavolta non è la città che mi assorda, la gente apre la bocca come in un film muto, al mercato i “mercatari” urlano la loro merce, inutilmente per me.

Io so già cosa voglio: le nespole, le albicocche, le ciliegie.

Tolgo le cuffie solo per comprarle e poi via, mi aspettano i cannoli.

La città è diversa senza il suo caos sonoro.

Mi chiedo cosa vedano i miei ospiti in Palermo, sono un po’ malinconica, io che da sempre la difendo a spada tratta. E infatti me lo chiedo senza ironia, cerco di immaginarlo.

E’ difficile. Cos’è Palermo agli occhi altrui?

Le note morbide di una canzone scivolano nella superficie concava di un abside, scoperto, non più sacro, che sta in mezzo ai vicoli del Mercato, senza più la sua chiesa intorno.

Una maceria.

Sto lì mezza istupidita e di colpo ecco un’altra Palermo.

Ancheggia nei suoi 12 anni, rossetto rosso e sorriso spavaldo, mi prende in giro con le sue amichette, provoca.

Palermo è anche l’africana mezza matriarca e molto pettegola, molto litigiosa, che mi saluta mentre fa le trecce.

E’ il circolo maschio seduto al bar in attesa del decimo caffè della giornata, legge il giornale e cosa aspetta.. di certo non Godot.

Palermo è la strada, è il cemento di via Maqueda: hanno chiesto alla gente, hanno fatto il sondaggio. Lo volete stampato a fiori? Un obbrobrio, speriamo di no.. però, mi dico, almeno adesso è pedonale.

E poi mi fermo incredula: un gabbiano su una macchina. Non è strano in centro… ma c’è un uomo che mette del cibo in un piatto e glielo mette vicino.

Un gabbiano addomesticato tra gabbiani che mangiano monnezza.

Palermo è la guglia che svetta, di un’architettura prodigiosa o l’horror vacui di uno stile, ricolmo di stucchi.

E’ il prete centenario dalla voce rauca, uscito da una scena di Dario Argento.

Palermo è il “sergente”, povero cristo con un minuto di fama in un film grottesco, che getta le bucce delle arance per terra. Tutti gliele regaliamo e le mangia ogni giorno con la stessa voracità. La piazzetta è sua.

Palermo è Totò, il cane senza età, che asciuga la sua artrosi al sole.

E’ la grotta sul monte piddirinu ..monte Pellegrino, che occhieggia Mondello e il mare, dall’alto. E’ la grotta della santa, sul monte, con i suoi sgocciolii nel silenzio dei bisbigli e la statua d’oro, che acceca di banconote i fedeli.

E’ la freschezza. I piedi dentro l’acqua cristallina, i piedi azzurri, salati, i piedi nudi tra onde e granelli. Le capanne e la notte sui tetti col mal di schiena, pur di vedere le stelle.

E’ una pozza di fango, che riflette murales su muri scrostati e schizza di bambini selvaggi.

E’ uno schiaffo rosso in faccia e una scritta, SUCA, immediata, veloce come una fuga.

La signora ingioiellata del salotto buono, che da via libertà “scende” in centro per la raccolta fondi ed esibisce piume sul cappello, nella piccola cappella nascosta agli sguardi, su invito al matrimonio d’alto e rugoso lignaggio. Novella regina Elisabetta.

E’ il fuoco d’artificio che colpisce la colomba bianca, in un tripudio di vestiti sgargianti nei mesi dell’amore, a giugno o a settembre, tra cravatte sudate e droni volanti. Millemila euro di riso e limousine, che gli sposi si fanno notare.

E’ la pasta fumante del Kassaro***. E ci vanno tutti, studenti, lavoratori, manager, turisti.

E io, quando non voglio cucinare, perché costa poco ed è buona.

E’ perdersi nei vicoli e ritrovarsi grazie a mare o montagna.

O il cannocchiale fattosi via monumentale, da cui dietro prospetti di smog intravedi soffitti di Velasquez.

E’ l’anarchico tavolaccio di plastica delle taverne, sotto le tende rosse di un mercato sparito ormai, tra fiumi alcolici di sangue siciliano a 1 euro.

E’ il cielo dello Spasimo, che non si sa.. se il suo tetto sfondato si sta mangiando il cielo o se è il cielo a invaderti gli occhi, in quel posto magico.

Il ramo del ficus, che torna alla terra e invade marciapiedi, incurante. E s’intreccia.

L’occhio stante, immobile e severo del pantocratore, a Monreale, mosaicato in minuscoli pezzi d’immensa religiosità.

La pietra lunare a picco sulla costa, che ti guarda mentre vai al faro, su una via poco battuta.

E’ il clacson che ti spegne la fantasia.

Il vento bollente, scirocco di sabbia, e l’umido nelle ossa, sale nel naso.

Il morso al cannolo, la ricotta zuccherina che ti alza la pressione in un battito.

E’ lo sguardo per strada e quasi mai è solitudine.

… (resoconto incompleto)

 

Ci riempiamo la bocca di sapori qui.

I colori sono padroni ridenti di occhi inquieti.

Ci nausea il puzzo dei cavalli, di carrozze che sono mafia di quartiere, eppure quanti sorrisi stranieri ci stanno sopra, mi chiedo perché. Il fascino del tipico.

Ci mischiamo la pelle qua in Nord Africa, indiani, africani, cinesi, rom, gente italiana.. macchè. L’Italia è “il continente”, noi Siculi siamo, gente mischiata con altra gente da secoli.

Alcuni hanno pelle che emana curcuma, altri sembrano neri o lo sono, ma parlano dialetto di qui.

Ad alta voce, perennemente.

Tutti accoglie Palermo, come ha sempre fatto.

Come un’ammaliatrice, però, disonesta perché estremamente sincera.

Qui c’è ricchezza, ma non per tutti.

E ogni fegatino di mosca è sostanza.

Non si nega mai una mano tesa, ma spesso si chiudono gli occhi.

Qui c’è chi lotta e rompe i muri a testate. Chi segue millenari sentieri di codardia.

Qui c’è di tutto e di più.

Qui è il luogo della vacanza, ti stordisce, ti inebria, ti conduce in un valzer da girar la testa.

Poi ti lascia andare, con l’odore addosso, di una spezia.

Poi ti lascia andare, si.

Palermo è una cipolla, ma non solo. Tante facce, tanti strati, da risultare indigesta a qualcuno.

Palermo: un seme, un mondo.

Io mi metto le cuffie, vado in stand-by, sento il distacco, gioco a fare la turista a naso in su.

Ma mi ci ritrovo sempre, tra le sue pieghe, impantanata e arresa, o disgustata, persa eppure radicata, ancora sorpresa, ubriaca, innamorata e vinta.

Non posso dire cosa sia per altri, questa è la risposta.

Sono parte integrante di lei.

 

*     così chiamiamo in Sicilia muratori e lavoratori affini

**   gli aiutanti dei mastri (tra cui noi, perché proprio fermi non ci sappiamo stare)

*** ci sono vari riferimenti a luoghi, che non scriverò qui. Se siete curiosi, chiedete pure!

 

Come ti conquisto due toscani … a tavola!

By / 17th marzo, 2016 / blog / No Comments

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Quando ci hanno chiamato, Vania ed Enrico sono stati chiari: noi mangiamo tutto! Non abbiamo particolari preferenze, fate voi! All’inizio la cosa ci ha un po’ presi alla sprovvista, poi …abbiamo deciso di scatenare la fantasia.

Ci siamo detti: coppia toscana, mmmm…. quindi son proprio di bocca buona e, a quanto pare, non si spaventano di provare i sapori forti della cucina tipica. Abbiamo rischiato anche di dover disdire l’invito a cena, proprio all’ultimo momento, perchè Santino è dovuto tornare in famiglia, al suo paese d’origine, in provincia di Messina, per un impegno improvviso. Ma alla fine è stato un bene, non solo è tornato in tempo ma ha anche caricato l’auto di bontà dei Nebrodi, formaggio, pistacchio, funghi porcini .. e altro, lo vedrete nel menu che abbiamo offerto ai nostri ospiti.

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Quindi abbiamo inventato per loro una cena a base di assaggi vari, usando condimenti e gusti tipici di Palermo e dei Nebrodi, com è nostro uso, ed è stata molto apprezzata. E’ stata una bella esperienza cucinare tante pietanze diverse, molto stancante lo ammettiamo, ma ne è valsa la pena. Durante la sera , conviviale e piacevolissima, i nostri rispettivi accenti si sono mescolati (quello toscano con la C aspirata è bellissimo!), così come le esperienze e i punti di vista, è questo che rimane poi, a parte una piacevole sensazione di pienezza.

Abbiamo chiamato questo menu Social Finger Food! Eccolo qui.

 

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SOCIAL FINGER FOOD

✪ pecorino montano con marmellata di agrumi bio e miele di Floresta

✪ olive alla Santino

✪ caponata di melenzane e pesce spada

✪ girelle caserecce mare e monti  con vari ripieni:

  • ricotta, porcini e pistacchio di Bronte
  • sarde e finocchietto selvatico
  • formaggio morbido, fiori di zucca, semi
  • acciughe e pomodoro secco

✪ sarde a beccafico

✪ cous cous ai frutti di mare e scorza di limone

✪ vino bianco di Sant’Angelo di Brolo

✪ frutta di stagione

✪ dolce (Setteveli al pistacchio)

✪ caffè e ammazzacaffè (Zibibbo)

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When they called us, Vania and Enrico were clear: we eat everything! We have no particular preference, you do! At first we were a little bit disoriented, then … we decided to unleash the imagination.

We said: Tuscan couple, mmmm …. it seems, they are not afraid to try the strong flavors of the local cuisine. We even risked having to cancel the invitation to dinner, at the last moment, because Santino is due to return to his family, to his country of origin, in the province of Messina, for a sudden engagement. But in the end it was good, not only is back on time but has also loaded the car in Nebrodi many ingredients, cheese, pistachios, porcini mushrooms .. and more, you will see it on the menu that we have offered to our guests.

So we invented for them a dinner of various samples, using seasonings and flavors typical of Palermo and the Nebrodi, as our use, and was much appreciated. It was a great experience to cook many different dishes, very tiring admit it, but it was worth it. During the evening, convivial and pleasant, our respective accents mingled (the Tuscan one with C intake is beautiful!), as well as the experiences and points of view, is that what remains then, apart from a pleasant feeling of fullness.

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We call this Social Finger Food menu! Here it is.IMG_6136

SOCIAL FINGER FOOD

✪ mountain cheese with marmalade and organic honey  from Floresta

✪ Santino’s style olives

✪ caponata of eggplant and swordfish

✪ swivels homemade “sea and mountains” with various fillings:

cottage cheese, mushrooms and pistachio
– 
sardines and wild fennel
soft cheese, zucchini flowers, seeds
anchovies and sundried tomatoes

✪ beccafico sardinian

✪ couscous with seafood and lemon zest

✪ white wine of Sant’Angelo di Brolo

✪ seasonal fruit

sweet  (Setteveli pistachio)

✪ coffee and liquor (Zibibbo)

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IN TRASH WE TRUST! La creatività sostenibile Made in Sicily al Fa’la cosa giusta 2016!

By / 24th febbraio, 2016 / blog / No Comments

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Ma che significa veramente?! Non si tratta soltanto di riciclare, ma significa trasformare la “munnizza” in qualcosa di bello, artistico e utile. E come potevamo non essere d’accordo?

MadLab infatti supporta il progetto di crowfunding IN TRASH WE TRUST, letteralmente “Nell’immondizia noi ci crediamo!”, un progetto  di quattro artiste siciliane che vuole portare la creatività sostenibile Made in Sicily a viaggiare dal sud al nord fino a Milano, per esporre le loro creazioni alla fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili Fa’la cosa giusta!

Come sapete, abbiamo arredato il nostro B&B proprio con molti oggetti unici e fatti a mano partendo da scarti, opera nostra e di altri amici artigiani del circuito ALAB (Associazione Liberi Artisti/Artigiani Balarm), l’associazione che negli ultimi anni sta contribuendo alla riqualificazione dell’artigianato locale, dando la possibilità a tanti giovani di esporre le proprie opere e di vivere della propria creatività.

Il nostro laboratorio d’idee MadLab da spazio proprio agli artigiani del riuso, nell’angolo espositivo che ogni giorno i nostri ospiti guardano incuriositi o durante i workshop e piccoli eventi legati all’artigianato che organizziamo negli spazi del B&B.

E allora non possiamo non parlarvi di loro, Manuela Baldanza, Gwena Cipolla, Ilaria Sposito, Elena Gambino, quattro artiste siciliane che, partendo da materiali di scarto, creano oggetti e corredi di design. Vorrebbero partecipare all’edizione 2016 di Fa la cosa giusta! che si terrà a Milano il prossimo 18 marzo, e portare così un po’ dell’inventiva siciliana nella sezione Critical Fashion della più grande fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili.

Ognuna di loro ha un laboratorio personale lungo le vie del centro storico di Palermo e tutte sono socie di ALAB. I materiali da loro usati sono i più disparati, basti pensare alle lampade di Manuela, create dall’assemblaggio di pupazzi e giocattoli, o alle borse di Gwena e Ilaria, che usano stoffe di riciclo (addirittura le vele delle barche!), o ancora i bijoux in camera d’aria di Elena.

Se volete anche voi dare una mano e fare una donazione per il progetto, c’è anche la possibilità di ricevere in cambio una delle creazioni di queste bravissime artiste.

E la prossima volta che venite a visitare Palermo, non dimenticate di andarle a trovare: i loro laboratori e quelli degli altri artigiani ALAB (ormai più di 40) rendono più bella e colorata la nostra città.

Altro che i soliti souvenir!

Scoprirete la creatività siciliana e porterete con voi un ricordo fatto a mano e con amore!

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Per saperne di più sui progetti personali delle artiste:

 

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Ilaria Sposito JUNKLE

Elena Gambino R’Elè D’Aria

 

 

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WE SUPPORT THE SUSTAINABLE FASHION MADE IN SICILY!

The sustainable creativity made in Sicily to fair Fa’ la cosa giusta! 2016 in Milan!

 

But what does it really mean ?!

It is not only recycle, but it means transforming “munnizza” (garbage in Sicilian language) into something beautiful, artistic and useful.    And how can we not agree?

So MadLab supports the crowfunding project IN TRASH WE TRUST, literally ” we believe in the garbage!”, a project by four Sicilian women and artists, to move the sustainable creativity Made in Sicily form South to north Italy, in Milan, to expose their creations at fair of of critical consumption and sustainable lifestyles Fa’ la cosa giusta!

As you know, we have furnished our B&B right through many handmade unique objects , made startinf from waste by us and other craftsmen of ALAB circuit (Association of Independent Artists / Craftsmen Balarm/Palermo), the association that in recent years is helping to craft local redevelopment, giving the opportunity to many young people to exhibit their work and living from their creativity.

Our expo laboratory of ideas MadLab own space to reuse craftsmen, in the exhibition that our guests look curious every day or during the workshops and small events related to crafts that we organize in the B&B space.

So we have to talk about them, Manuela Baldanza, Gwena Cipolla, Ilaria Sposito, Elena Gambino, four Sicilian artists who, starting from waste materials, create objects and design accessories.

They would like to participate in the edition 2016 of fair Fa’ la casa giusta! (Do the Right Thing!) to be held in Milan on March 18, and thus bring a little Sicilian inventiveness in Critical Fashion section of the largest national fair of critical consumption and sustainable lifestyles.

Each of them has a personal expo lab in the streets of the historic center of Palermo and all are members of ALAB. The materials they used are extremely varied, just think of the lamps of Manuela, created by assembling dolls and toys, or to Gwena and Ilaria bags, who use recycled fabrics (even the sails of the boats!), or even Elena’s inner tube bijoux.

If you also want to help and make a donation to the crowfunding project, there is also the possibility of receiving any creation of these very good artists.

And the next time you come to visit Palermo, do not forget to visit them: their laboratories and those of other artisans ALAB (now over 40) make our city more beautiful and colorful.

Other than the usual souvenir!

You will discover the Sicilian creativity and you will bring with you a souvenir made by hand and with love!

 

More about personal projects of artists:fa-la-cosa-giusta-2016

 

12540864_1495197540787609_2806358610556513084_nManuela Baldanza WOLLA

Gwena Cipolla Tash Room

Ilaria Sposito JUNKLE

Elena Gambino R’Elè D’Aria

 

 

SPECIALE SAN VALENTINO

By / 24th gennaio, 2016 / blog / No Comments

SPECIALE SAN VALENTINO

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Abbiamo creato questo pacchetto su misura per te e per la tua metà per un soggiorno indimenticabile nel cuore del centro storico di Palermo.

Potrai visitare Palermo in totale relax approfittando delle nostre convenzioni con un ottimo Centro Benessere e un ristorante tipico del circuito Slow Food, goderti un massaggio di coppia e una cena a lume di candela di grande qualità, il tutto a breve distanza dal B&B.

Per la festa più romantica dell’anno, scegli di stupire la persona che ami!

  • Romantico aperitivo di benvenuto
  • Pernottamento in camera matrimoniale con bagno privato
  • Dolce prima colazione personalizzata
  • Sconto del 50% su massaggio di coppia presso Centro Benessere convenzionato
  • Sconto del 10% su cena per due presso Ristorante Slow Food convenzionato
  • Possibilità di late check-out
  • Omaggio fine soggiorno

      ——>   euro 35 a persona

     (scegli tu se pernottare il 13 o il 14 Febbraio)

Vuoi saperne di più?

Chiamaci al 3495092985 o scrivici su info@madinballaro.com

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SPECIAL PACKAGE VALENTINE’S DAY


We created this package for you and your sweetheart for an unforgettable stay in the heart of the historic center of Palermo.
You can visit Palermo with total relax and take advantage of our agreements with a great wellness center and a typical circuit Slow Food restaurant to enjoy a couple’s massage and a candlelight dinner of great quality, just a short distance from the B&B.

For the most romantic holiday of the year choose us to surprise the one you love!

  • Romantic welcome drink
  • Overnight in double room with private bathroom
  • Sweet personalized breakfast
  • 50% discount on couple massage at wellness center
  • 10% discount on dinner for two at nearby restaurant
  • Possibility of late check-out
  • Tribute end stay

         > 35 per person

  (you can choose to stay overnight on 13 or 14 February)


Do you want to know more?
Call us at 3495092985 or write on info@madinballaro.com

 

 

 

 

 

 

Alice nel paese delle Meraviglie…anzi no, nel terrazzino del B&B!

By / 14th gennaio, 2016 / blog / No Comments

MAD residenza d’artista…… eh già!

Alice e il Brucaliffo ora sono ospiti (permanenti) qui al B&B Mad in Ballarò, grazie a Idrami Animabili.

No, non siamo impazziti. C’è davvero Alice nel nostro terrazzino e anche il Brucaliffo! Sono due opere pittoriche, dono  di ospiti molto speciali e talentuosi.

Abbiamo infatti ospitato il duo artistico Idrami Animabili, Chiara Druda e Danny Jorket, una coppia di artisti abruzzesi che hanno voluto impreziosire il nostro terrazzino, realizzando la loro interpretazione dei due personaggi di Alice in Wonderland, di Lewis Carroll, romanzo a noi molto caro.

Idrami Animabili è un progetto molteplice nato nel 2012, che va dalla creazione di graffiti in contesti urbani alla gestione di laboratori di ceramica raku, spaziando e sperimentando tra pittura, ceramica, stencil, scultura e sticker art. Ogni loro opera si inserisce nello scenario cittadino e in qualche modo lo ricollega alla natura: i loro soggetti sono spesso figure antropomorfe o del mondo animale inserite lungo le strade di Roma, Viareggio, Lucca, Pescara, Ancona e adesso anche Palermo, tramite l’uso di adesivi o piastrelle hand made.

Adesso al MAD c’è aria di magia, la Alice creata da Chiara guarda il cielo sopra Palermo tenendo in braccia un flessuoso fenicottero, mentre il Brucaliffo di Danny libera delle animelle dal suo narghilè.

Chiamatela residenza d’artista o più semplicemente baratto, che poi è una delle forme più belle della condivisione, resta il fatto che questa esperienza ci è proprio piaciuta!

Questi dipinti sembrano essere sempre stati qui e daranno il benvenuto agli ospiti che verranno.

 

Alice and the Caterpillar guests (permanent) of the MAD B&B, thanks to Idrami Animabili.
No, we are not crazy. There’s really Alice in our little terrace and also the Caterpillar! Are two paintings, a gift of two very special and talented guests.
Indeed, we have hosted the artistic duo Idrami Animabili, Chiara Druda and Danny Jorket, a couple of artists from Abruzzo who wanted to embellish our terrace, making their interpretation of the two characters of Alice in Wonderland, Lewis Carroll’s novel very dear to us.
Idrami Animabili is a multifaceted project born in 2012, ranging from the creation of graffiti in urban management and workshops of raku pottery, experimenting and ranging between painting, ceramics, stencil, sticker art and sculpture. All their work is part of the scenario citizen and somehow linked to nature: their subjects are often anthropomorphic figures or the animal entered the streets of Rome, Viareggio, Lucca, Pescara, Ancona and now Palermo, via the use of stickers or hand made tiles.

Now at MAD there’s air of magic, Alice created by Chiara looks at the sky above Palermo taking a lithe flamingo in her arms, while the Caterpillar of Danny free some sweetbreads from his hookah.
Call it artistic residence or simply barter, then that is one of the most beautiful forms of sharing, the fact remains that this experience we really liked!

These paintings seem to be always been here and will welcome guests to come.

 

CAMERA MATRIMONIALE A 30 EURO A PERSONA

By / 6th gennaio, 2016 / blog / No Comments

OFFERTA valida dal 1 febbraio al 31 marzo

CAMERA MATRIMONIALE A 30 EURO A PERSONA

Soggiorno in camera matrimoniale con bagno privato, riscaldamento e clima, wi-fi, TV e lettore blu ray/dvd e tanto altro, a 30 euro a persona, colazione inclusa.

Contattaci al +39 3495092985 o manda una mail a info@madinballaro.com

 

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OFFER effective 1 February to 31 March

DOUBLE A 30 EURO PER PERSON

Stay in double room with private bathroom, heating and climate, wifi, TV and blue ray/DVD player and more, 30 Euro per person, including breakfast.

Contact us at +39 3495092985 or send an email to info@madinballaro.com

Un ospite d’eccezione al Mad: il fotoreporter Manoocher Deghati

By / 29th dicembre, 2015 / blog / No Comments

A refugee girl pumps water in Jabal-Aula refugee camp, situated some 50 km from Khartoum. Jabal Aula refugee camp, Sudan, February 13, 1993

 

Manoocher è un pluripremiato fotografo, è stato corrispondente in Iran, Africa e Medio Oriente  per testate giornalistiche internazionali come Life e Newsweek, è photoeditor di National Geographic, è fondatore del AINA Photojournalism Institute di Kabul e creatore dell’ unità di fotografia dell’ United Nations Humanitarian News Agency  a Nairobi, in Kenia.

A Palermo per un servizio sulle origini arabe della nostra città, che uscirà a breve sul National Geographic, a noi è sembrato piuttosto alla mano,  discreto e molto gentile, ma anche ironico, ed è stato un piacere bere del caffè insieme e averlo ospite in casa nostra, parlare di fotografia con una persona che ha trascorso 40 anni di carriera in giro per il mondo a documentare i conflitti e le situazioni di crisi. E’ stato un momento divertente e un’emozione poter scattare un suo ritratto nel nostro soggiorno.

Viene spesso in Italia, nel 2015 Taranto ha ospitato una mostra dedicata a lui: negli scatti di “Being human”  e nel lavoro di Manoocher non c’è sensazionalismo; tra guerre e rivoluzioni il suo obiettivo fissa la quotidianità della gente, all’intero della storia, spesso conflittuale, dei popoli.

In mezzo al caos dei pellegrini, dei rivoluzionari vincitori, degli ascoltatori di un comizio o al trambusto cittadino, l’occhio del fotografo omaggia l’umanità. Ed è questo che ci piace del suo lavoro.

 

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A special guest: the photographer Manoocher Deghadi

Manoocher is an much- award winning photographer, he was a correspondent in Iran, Africa and the Middle East for international newspapers such as Life and Newsweek, he’s photo editors of National Geographic,  founder of AINA Photojournalism Institute in Kabul and creator of unit of photography of  United Nations Humanitarian News Agency in Nairobi, Kenya.

In Palermo for a report on the Arab origins of our city, which will be released shortly on the National Geographic,  it seemed to us rather down to earth, calm and very gentle, but also ironic, and it was a pleasure to have a coffee together and having guest in our house, talking about photography with a person who has spent 40 years of his career traveling the world to document the conflicts and crisis situations. It was a fun and moving time can take him a photo in our living room.

It is often in Italy, Taranto in 2015 hosted an  dedicated exhibition. In the shots of  “Being human” and in the work of Manoocher no sensationalism; between wars and revolutions his target fixed the daily life of people, the whole history, often conflicting, of peoples.

In the middle of  the chaos of the pilgrims, of  the revolutionaries winners,  of the listeners of a rally or in the city hustle, the eye of the photographer pays homage to humankind. And that’s what we like about his work.

 

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Qashqai girls in Iran, 1978. The Qashqai are an ethnic group of nomadic pasroralists in Iran. They live mainly in the Fars region, particularly around the city of Shiraz.